Viterbo – Parte la carica al bilancio. Scaduti ieri a mezzogiorno i termini, sono oltre cinquecento gli emendamenti presentati dai gruppi in consiglio comunale, per modificare la manovra economica, così com’è uscita dalla giunta.
Oltre 500, ma la parte da leone la fa il Movimento 5 stelle. Gianluca De Dominics da solo ne ha proposti quattrocento. Se gliene approvassero anche solo il 10% sarebbe un successo.
Forza Italia ne ha presentati 35, Fondazione 28, Fratelli d’Italia 15, Viterbo 2020, invece, 12, un paio Oltre le mura, 7 ne ha proposti il Gal.
Il Partito democratico, zona Volpi – Troili ne ha scritti 12, due Paolo Moricoli (Mo.Ri.), sostenuto dall’altra parte del Pd, mentre Viva Viterbo ha fatto 13. Uno soltanto, invece, dal gruppo misto, per Elpidio Micci, altri dai suoi colleghi.
Allo scadere dei termini, animi agitati. Si va di corsa. Termine ultimo le 12, ma ieri mattina i consiglieri erano impegnati in commissione dalle 9,30. E l’altra sera in consiglio comunale fino alle 22,30.
Si tratta di scarsa organizzazione da parte della maggioranza, ma Claudio Ubertini (FdI) trova una definizione più precisa, a suo modo di vedere:: “Fate le cose a ca… di cane – inveisce il consigliere Fratelli d’Italia – si devono presentare gli emendamenti entro mezzogiorno, ma quando abbiamo stabilito il termine in riunione dei capigruppo, la commissione non era stata convocata.
E non potevamo sapere che si sarebbe andati così a lungo in consiglio”.
Gli argomenti emendabili sono i più vari. Gal ne ha presentati sulla manutenzione a Pratogiardino per aumentare i soldi, così come per le fontane, corteo storico, lo sportello amico e le minimacchine.
Quanti fra i cinquecento emendamenti avranno successo, si vedrà nella maratona in programma nelle prossime sedute di consiglio comunale. Ma visti i precedenti, i consiglieri non si facciano troppe illusioni.
Giuseppe Ferlicca
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