Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con il Pd, per l’Italia.
Appello sottoscritto da oltre 500 soggetti tra deputati, senatori, europarlamentari, presidenti di Regione e amministratori locali a sostegno della candidatura di Matteo Renzi.
L’appello è stato presentato oggi da Andrea Egidi è dal senatore Francesco Verducci, de coordinamento nazionale della mozione Renzi_Martina.
È stata l’occasione per chiedere un ultimo sforzo ai tanti sostenitori di Renzi sul territorio in vista del 30 aprile, giorno in cui il popolo dei democratici sceglierà il.suo leader.
Più alta sarà la partecipazione al voto più forte sarà il Pd, in Italia ed in Europa.
Andrea Egidi
Partito Democratico Viterbo
Segretario provinciale
Testo appello
Per milioni di cittadini il Partito democratico è la più grande speranza per cambiare l’Italia e l’Europa. Tocca a noi essere all’altezza della sfida. Vogliamo essere protagonisti di un partito unito, plurale e inclusivo, capace di ricostruire una grande comunità di donne e di uomini, di superare divisioni e lacerazioni, di rilanciare la sua funzione nazionale ed europea.
In questi tre anni il Pd ha saputo esprimere una linea riformista al governo del Paese, facendo sentire in Europa la voce dell’Italia, nel segno della crescita, dell’equità e dei diritti. E così ha rimesso in moto il nostro Paese, ha contribuito ad una prima significativa correzione della linea economica delle politiche europee, improntata all’austerità, e ha consentito l’approvazione, nonostante i difficili equilibri parlamentari, di importanti riforme di civiltà. Riforme che erano attese da lungo tempo.
L’ingresso del Pd nel Pse, l’introduzione della flessibilità nelle regole di bilancio europee, la promozione di una politica di bilancio più espansiva che in passato, la gestione della crisi dei rifugiati improntata ai principi della civiltà europea, interventi redistributivi importanti che hanno visto per la prima volta da anni sgravi fiscali a beneficio anche di chi guadagna meno di 1.500 euro, la legge contro il caporalato e quella per le unioni civili, l’attenzione dedicata alle crisi industriali e al futuro della manifattura italiana: già questo sommario elenco basta a qualificare il riformismo del Pd in Italia e in Europa.
L’iniziativa del Pd e del governo ha avuto però anche dei limiti e ha conosciuto delle sconfitte, la più importante delle quali è stata quella nel referendum sulla riforma costituzionale. Limiti e sconfitte che possono essere ricondotti a una insufficiente capacità di dialogo sociale, di coinvolgimento partecipativo e popolare, di interlocuzione con forze e organizzazioni sociali nell’impegno riformista. Un coinvolgimento necessario sia per il successo delle sfide di governo sia per favorire il rinnovamento dei “corpi intermedi” e la loro evoluzione sul terreno dell’interen limite che, in tutta evidenza, deriva anche da una eccessiva continuità con la cultura politica della cosiddetta seconda repubblica, con le sue torsioni maggioritarie, le velleità leaderistiche e la mortificazione della democrazia rappresentativa e parlamentare: tutti caratteri della nostra democrazia che, nel corso del ventennio trascorso, abbiamo più volte stigmatizzato, senza mai davvero contrastarli.
Di fronte alle sfide interne e internazionali che mettono in discussione il futuro dell’Europa e il destino dell’Italia, il Pd non deve smarrire la sua carica innovativa, la sua ispirazione riformista, la sua “vocazione maggioritaria”, intesa come ambizione ad assolvere sempre una funzione nazionale, a parlare a tutto il Paese, ad esprimere la guida del governo. Non c’è nulla di più distante dalla migliore storia della sinistra italiana della pulsione a rinchiudere quella parola – “sinistra” – (e con essa tutte le aspirazioni, le sofferenze e il desiderio di riscatto che contiene) in una nicchia minoritaria.
Crediamo si debba fare l’esatto contrario. Crediamo serva piuttosto allargare le basi politiche e sociali del riformismo del Pd, irrobustirne l’azione a sostegno dell’inclusione, della coesione e dell’equità, rafforzarne la capacità di elaborazione collettiva, di formazione di classi dirigenti democratiche e competenti, di rappresentanza della società. Per questo occorre un grande patto sociale per lo sviluppo che sostenga l’innovazione, l’occupazione e la coesione sociale contrastando esclusione, diseguaglianze e precarietà. Serve una grande strategia organica per difendere, in un orizzonte europeista, il radicamento nazionale delle grandi imprese strategiche del Paese; va proseguita e rafforzata la battaglia per il cambiamento delle politiche europee e per il rilancio del processo di integrazione; va favorita un’evoluzione del sistema politico imperniata su grandi partiti collegati alle famiglie politiche europee e basata su una visione istituzionale in cui l’efficacia dell’azione di governo poggi su una solida legittimazione parlamentare e su un compiuto equilibrio dei poteri.
Occorre costruire il Pd come grande partito di governo, nazionale ed europeo: una grande forza popolare, con un forte radicamento sociale, saldamente collocata nel Pse e al tempo stesso capace di allargare i confini della sinistra italiana ed europea, contribuendo al suo rilancio e al suo rinnovamento. Un Pd che sia lo strumento del riscatto e dell’emancipazione di chi da troppo tempo sta pagando i costi della crisi. Un partito che viva di partecipazione e del coinvolgimento democratico dei suoi militanti ed elettori, sperimentando forme organizzative che diano nuovo impulso alla rete dei circoli di base. Una forza che valorizzi la dote di progettualità, visione, concretezza dei tanti amministratori locali democratici, che ogni giorno danno risposte alle problematiche più urgenti e difficili.
È una sfida ancora da vincere, a cui in questo Congresso dobbiamo dedicare tutte le nostre energie, nella consapevolezza che la costruzione del Pd come partito popolare, capace di raccogliere, sintetizzare e rinnovare le grandi culture politiche dell’Italia democratica e di rendere realizzabili le aspirazioni di riforma della società italiana è la più grande conquista di una nuova generazione politica. Tornare indietro rispetto a questo approdo, rievocando vecchie parole e identità politiche dei decenni passati, è una scelta priva di ragione e destinata al fallimento. Anche perché non riporterebbe ad un glorioso passato di grandi lotte e alti ideali, ma a un passato recente di vertenze assai più circoscritte e ideali a misura di troppe subalternità al pensiero e alle oligarchie dominanti, sempre in cerca di nuove illustri personalità della società civile cui inchinarsi, o di nuovi papi stranieri da cui farsi benedire. È un passato che ha avuto naturalmente anche le sue pagine luminose, ma che non rimpiangiamo.
È per questo che di fronte a sfide interne e internazionali che mettono in discussione il futuro dell’Europa e il destino dell’Italia pensiamo che il Pd non possa rinunciare all’energia e alla capacità innovativa espresse da Matteo Renzi, che riteniamo la personalità più forte e credibile per guidare il partito nella difficile prova elettorale che ci attende. Al tempo stesso crediamo però che i limiti della precedente stagione e i compiti della nuova fase richiedano di rendere più solido, largo e plurale il baricentro del partito. Per questo siamo convinti che misurarci con la sfida di qualificare e irrobustire la piattaforma maggioritaria del partito, in una feconda collaborazione tra persone che vengono da storie e culture politiche diverse, sia il modo più utile di portare un contributo al Congresso, con lo scopo di favorire la formazione di un gruppo dirigente plurale, autorevole e autonomo.
Costruire il Pd, riconnetterlo inscindibilmente con le aspettative della società: non è una sfida di singoli, serve l’impegno di una squadra e una grande capacità di ascolto e dialogo. C’è una domanda enorme di buona politica, là fuori. Oggi più che mai la risposta può e deve essere il Partito democratico. Dipende solo da noi.
Tra i firmatari della provincia di Viterbo
Andrea Egidi
Sonia pera’ assessore comunale Viterbo
Ornella Angeletti coordinatore PD Fabrica di Roma consigliere comunale
Angelo Zeppa coordinatore PD Orte
Luigi Minella coordinatore PD vignanello assessore comunale
Gianpaolo piccini coordinatore PD Civitella d’agliano
Marzia Arconi consigliere comunale PD Bomarzo
Roberto Girano consigliere comunale Bomarzo
Antonella Claudiani consigliere comunale PD Orte
Enrico Gnisci assessore comunale Vignanello
Antonio Rizzello PD Viterbo
Bruno Franci PD Viterbo
Leonardo Di Russo consigliere comunale Bolsena
Riccardo Crisanti assessore comunale acquapendente
Lara Mazzuoli consigliere comunale acquapendente
Roberto Colonnelli tesoriere PD acquapendente
Pietro Galli coordinatore PD Blera
Ester Ielmoni coordinatore PD vitorchiano
Federico Cruciani consigliere comunale di vitorchiano
Marco Bondini vice sindaco ronciglione
Roberto Gabrielli consigliere comunale monteromano
Maria Laura Santi coordinatore PD Tarquinia
Leonardo zannini PD Castiglione in T.
Andrea Muzzi consigliere comunale San Lorenzo nuovo
Gabriele Achilli PD vasanello
Luca Polizzano coordinatore PD Oriolo romano
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