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Viterbo – Cassia Viterbo-Siena, il ponte sul Paglia è ancora al palo. Non è stato ancora aperto al traffico il ponte provvisorio montato lo scorso 19 marzo, dopo due anni e mezzo di deviazione forzata per Radicofani.
Il ponte avrebbe dovuto essere inaugurato entro Pasqua, ma chi si muoverà sulla Cassia tra Alto Lazio e Toscana durante le festività sarà ancora costretto ad arrampicarsi sui tornanti che portano alla famosa Rocca di Ghino di Tacco.
Un percorso piacevole dal punto di vista storico-naturalistica, con una vista mozzafiato del massiccio dell’Amiata e della Val d’Orcia, ma scomodo e tortuoso per automobilisti e passeggeri. Col rischio, nel weekend di Pasqua, di trovarsi incolonnati dietro i tanti camper in movimento.
E’ dall’autunno 2014 che la Cassia è chiusa all’altezza del bivio “Scaldasole” per Radicofani, al chilometro 152,100, per l’inagibilità del vecchio ponte a causa delle violente piogge.
Per poter riaprire il transito ai veicoli, compresi i mezzi pesanti, devono essere completate le opere accessorie per il transito, come l’ingresso stradale, l’asfaltatura e la messa in sicurezza della nuova via, le protezioni, la segnaletica verticale e orizzontale, oltre al collaudo dell’infrastruttura.
Il ponte in ferro, di tipo provvisorio e smontabile, è stato montato già fornito di manto stradale. La campata è costituita da tre sezioni collegate a tre fra di sé, ciascuna di 2,5 metri per una lunghezza di circa 12 metri.
Dopo oltre 900 giorni di deviazioni forzate, tornano ad alzare la voce, anche per i colleghi laziali, gli autotrasportatori della Cna-Fita di Siena. “La Cna-Fita di Siena – si sfoga il presidente Michele Santoni ai microfoni di Antennaradioesse – ha quantificato in termini monetari il disagio che ciò ha causato ai propri rappresentati: rispettando medie istituite a livello ministeriale e tenendo conto dei risultati di alcune prove pratiche sul territorio, si è stimato che ogni passaggio a/r per la viabilità alternativa da Radicofani abbia un costo di 50 euro. Se moltiplichiamo tale numero giornaliero per i giorni di chiusura del ponte, il risultato è che ogni autotrasportatore abbia subito un danno di almeno 50mila euro”.
“Da quando è stato terminato il ponte provvisorio – denuncia Santoni – sul posto non si vede più nessuno. Voci ufficiose prevedevano l’apertura per Pasqua, ma visti gli eventi passati non crediamo più a tutte queste serie di promesse e rinvii. Dopo tutto questo tempo è finita la pazienza e anche le speranze, ma non la voglia di dimostrare, anzi forse siamo ancora più decisi e determinati rispetto a prima.”
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