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Riforma penale - L'auspicio del procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma: "Alcune nuove normative rischiano di appesantirli"

“I processi devono essere più rapidi”

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Viterbo - Il procuratore capo Paolo Auriemma

Viterbo – Il procuratore capo Paolo Auriemma

Viterbo – “Processi più rapidi”. Per il procuratore capo Paolo Auriemma l’obiettivo di magistrati e avvocati deve essere solo uno: la rapidità dei processi. “Soffrono di regole che ne impediscono la celebrazione – dice il numero uno della procura della Repubblica di Viterbo -, e rischiano di essere appesantiti anche da alcune nuove normative”.

Procuratore Auriemma, contro la riforma del processo penale sono tornati a incrociare le braccia gli avvocati penalisti…
“Abbiamo tutti a cuore il funzionamento del processo, che deve migliorare. Su questo non ci sono discussioni. Ma con quali modalità? Credo che lo scontro tra categorie sia solo un errore culturale e istituzionale. Una ‘guerra tra polli di Renzo’, la definirei. Per tutelare il funzionamento del processo – e quindi i diritti della collettività e degli imputati – dobbiamo invece intraprendere un cammino comune, di condivisione”. 

Ritiene alto il numero delle assoluzioni?
“I dati vanno sempre tenuti in considerazione, perché ci permettono di riflettere sul nostro operato. Per quanto riguarda quelli sulle assoluzioni bisogna tener conto delle abrogazioni e depenalizzazioni dei cosiddetti reati minori imposte dai ddl 7 e 8 del 2016. Le ultime statistiche registrano un’impennata delle assoluzioni perché, in fase di rinvio a giudizio, molti fatti erano ancora considerati reati. I decreti legislativi del 2016 ci fanno però ben sperare per il futuro perché, eliminando i fatti di minori rilevanza sociale, le forze di procuratori e polizia giudiziaria si possono concentrare sui reati più gravi. Insomma, il dato va disaggregato e bisogna far notare che nei processi di maggior rilevanza c’è, in modo abbastanza frequente, una condanna”.

E quello delle prescrizioni?
“Il nodo delle prescrizioni è di primaria importanza. Il problema non va posto su quest’istituto, quanto sull’agilità del processo che spesso soffre di regole che ne impediscono la rapida, seppur completa, celebrazione. Ovvero atti doverosamente ripetuti, un complesso sistema di notifiche, adempimenti di cui anche noi – tecnici della materia – non comprendiamo le ragioni. Anche l’associazione nazionale magistrati ha evidenziato la farraginosità delle procedure, che le nuove normative sembrano appesantire”.

A Viterbo, su cosa si stanno concentrando le forze di procura e tribunale?
“L’impegno degli uffici giudiziari, e in particolar modo mio e della presidente del tribunale Maria Rosaria Covelli, è la completa organizzazione del settore udienze. L’obiettivo è affrontare i tanti problemi organizzativi sfruttando al massimo un personale amministrativo efficiente ma insufficiente nel numero. Questi sono obiettivi che stiamo affrontando anche con gli avvocati, con cui si è instaurato un dialogo franco e aperto che non fa altro che dare serenità alla mia funzione”.


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18 aprile, 2017

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