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Vetralla - Il Tar del Lazio dà ragione alla cooperativa che ha vinto la gara nel 2014 – Il comune dovrà ora stipulare il contratto d’appalto

Rifiuti, dopo tre anni la spunta la Arcobaleno

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Piazza del comune a Vetralla

Piazza del comune a Vetralla

Vetralla – Rifiuti, il Tar del Lazio boccia il comune e dà ragione alla cooperativa sociale Arcobaleno ponendo fine a una diatriba che andava avanti da tre anni.

La vicenda risale al bando del 21 gennaio 2014 per l’affidamento da parte del comune del servizio di gestione dei rifiuti urbani e d’igiene ambientale per un periodo pari a nove anni. La Arcobaleno si aggiudicò provvisoriamente la gara, ma poi fu estromessa a favore della ditta seconda classificata, a causa della “carenza della certificazione antimafia relativa all’impresa ausiliaria, colpita da un’interdittiva”.

All’Arcobaleno non bastò informare il comune di Vetralla, dicendo nel contempo che avrebbe sostituito l’ausiliaria. Respinto un primo ricorso al Tar del Lazio, la cooperativa, nel 2016, ha ottenuto dal consiglio di stato che si procedesse alla stipula del contratto d’appalto.

Se non che, lo scorso mese di settembre, il comune, invece di procedere alla stipula del contratto con la Arcobaleno, decise di revocare il bando di gara, sostenendo che il sistema misto di raccolta porta a porta-cassette informatizzate avrebbe potuto non garantire il raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata da perseguire, fissata nel 65 per cento.

Da qui la decisione da parte dell’Arcobaleno di ricorrere nuovamente al Tar del Lazio, che proprio in questi giorni ha dato ragione alla cooperativa, assistita dagli avvocati Gianluca Alfano e Massimiliano Cesali. I legali hanno inoltre chiesto alla pubblica amministrazione un risarcimento danni per oltre un milione di euro, comprensivi anche del danno d’immagine.

Il Tar del Lazio ha stabilito che il danno dovrà essere risarcito in “forma specifica”, ovvero con l’obbligo, per l’amministrazione, di concludere la procedura di gara, in ottemperanza alla decisione del consiglio di stato del 2016. Con la facoltà, per la Arcobaleno, di chiedere un risarcimento del danno derivante dalla “mancata esecuzione, violazione o elusione del giudicato, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione di quest’ultimo”. Azzerata, ovviamente, la determina del settembre 2016 con cui il comune revocava la gara vinta dall’Arcobaleno.


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30 aprile, 2017

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