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Tarquinia - Gli abitanti di località Olivastro danno appuntamento a sabato 8 aprile alle 10

Tutti in piazza per dire no al biogas

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Tarquinia - Piazza Giacomo Matteotti

Tarquinia – Piazza Giacomo Matteotti

Tarquinia – L’appuntamento no biogas è a Tarquinia per sabato 8 aprile alle 10 in piazza Matteotti (piazza del Comune) ed è rivolto a tutti i cittadini.

Gli abitanti e gli agricoltori della località Olivastro insieme agli ambientalisti delle associazioni Bio ambiente e Forum ambientalista invitano a partecipare alla manifestazione, per esprimere la preoccupazione per la possibile realizzazione di un impianto a biogas, proprio nel bel mezzo di un’area agricola di pregio, a ridosso del fiume Mignone.

Tale iniziativa si pone l’obiettivo di sensibilizzare il paese, ma soprattutto il sindaco e l’amministrazione comunale tutta, verso l’enorme problema, finora sottovalutato, di cosa possa significare consentire la costruzione di una centrale biogas nelle immediate vicinanze di abitazioni (una delle quali a zero metri).

Di sicuro, l’ampliamento dell’impianto di raccolta differenziata e impianto di compostaggio con sistema anaerobico per produzione energia dell’impianto denominato Pellicano, non interesserà solo i residenti, che saranno costretti a conviverci, ma temiamo per l’agricoltura di qualità presente nell’area, con i prodotti di pregio e perfino biologici.

Tale “problema industriale” riguarderà tutta la cittadinanza e l’agricoltura di Tarquinia. Non solo, ma anche i paesi limitrofi che vedrebbero sommarsi gli inquinanti già prodotti dalla combustione del carbone, a quelli derivati dalla presenza di un altro impianto impattante come quello a biogas.

Un dato importante su cui riflettere è quello che indica la quantità di “frazione organica” in quel processo, cosiddetto “anaerobico”, che consiste nella produzione di biogas per la produzione di energia, un processo tra aerobico e anaerobico che comporterà un incremento complessivo nella valorizzazione delle matrici organiche di circa 25mila tonnellate anno.

Si pensi al dato che riguarda Tarquinia e la sua produzione di “umido” e frazione organica che si attesta tra le 2000 e 2500 t/anno, per arrivare, invece a 25000 t/anno, la differenza così abnorme che chiama tutti a fare una seria riflessione su quale impatto possa avere. Si pensi al rischio di incidenti potenzialmente molto gravi, legati a questa tipologia di industria, per definizione “insalubre di prima classe”.

Cogliamo perciò l’occasione di invitare alla manifestazione suddetta il Sindaco Mazzola e tutti i Consiglieri Comunali per chiedere di ascoltare la seria preoccupazione dei cittadini riguardo l’ipotesi di realizzare l’ampliamento dell’impianto, che rischia di cambiare i connotati e la destinazione per l’uso agricolo e abitativo di un’area grande, come quella della vallata del Mignone.

I cittadini dell’ Olivastro di Tarquinia


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5 aprile, 2017

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