Viterbo – (g.f.) – Servizi cimiteriali, che ne sarà dei dieci lavoratori?
L’appalto è in scadenza e sta per essere predisposto il bando. Con l’eventuale arrivo di una nuova impresa che dovesse aggiudicarsi la manutenzione con tutti gli annessi e i connessi, in comune c’è chi si è posto il problema dei dipendenti.
Sono dieci, ex Cev. Transitati con la cessione del ramo d’azienda all’impresa che si è aggiudicata a suo tempo l’incarico. Sono a tempo indeterminato. Quindi, l’impresa potrebbe chiedere loro di spostarsi in altre parti d’Italia. In base alle esigenze, non avendo più lavoro a Viterbo.
Per questo, in seconda commissione, più di un consigliere ha chiesto di prevedere, se possibile, una sorta di premialità all’impresa che si aggiudicherà l’appalto. Per farsi eventualmente carico degli attuali dipendenti. Tutti o in parte.
All’epoca furono ceduti alla ditta, ma il quadro era diverso. C’era all’orizzonte l’ipotesi del project financing, con il quale privati avrebbero realizzato l’ampliamento del cimitero a Grotte Santo Stefano, ottenendo in cambio la gestione quasi trentennale dei servizi cimiteriali.
Quindi, dando un margine temporale molto più ampio anche ai dipendenti. La situazione è cambiata, con il comune che ha deciso di realizzare direttamente l’intervento.
Argomento che da anni divide maggioranza, che ha intrapreso la nuova strada e opposizione, con gli ex amministratori che invece avevano individuato l’altro percorso.
“Per il cimitero di Grotte – spiega il consigliere comunale Elpidio Micci – ho sentito la proposta dell’assessore Tofani. Vuole fare un tavolo condiviso, ma io lo dico subito. Non parteciperò.
Nella frazione si è determinato un problema, generato da scelte di questa amministrazione e ora lo risolvano. Con l’intervento previsto, si andranno a realizzare 188 nuovi loculi, a fronte di 400 domande già presentate”.
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