Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Asl - Potrà sottoporsi a protonterapia presso l'ospedale di Trento - L'obiettivo è bombardare le cellule malate, risparmiando quelle sane

Cura alternativa contro i tumori, via libera a una paziente viterbese

Condividi la notizia:

Viterbo - La cittadella della salute, sede della Asl

Viterbo – La cittadella della salute, sede della Asl

 

Tipica maschera utilizzata durante la terapia

Tipica maschera utilizzata durante la terapia

Viterbo – Potrà curarsi a Trento una paziente viterbese per la quale è consigliabile intervenire non con la tradizionale chemioterapia, ma  con la protonterapia, una terapia che utilizza un fascio di protoni per irradiare un tessuto biologico malato nel trattamento dei tumori.

Il vantaggio principale della terapia protonica è la capacità di localizzare più precisamente il dosaggio delle radiazioni ionizzanti rispetto ad altri tipi di radioterapia esterna. 

La richiesta è stata autorizzata dal centro regionale di riferimento, ovvero il Regina Elena-San Gallicano di Roma, e accolta nei giorni scorsi dalla Asl. 

Il costo della cura è stato calcolato in 29.711 euro, presso l’unità di Protonterapia dell’ospedale di Trento. 

Il via libera alla cure protonterapiche è arrivato lo scorso 15 maggio da parte del direttore del distretto, dottor Franco Bifulco.

Bifulco ha preso in esame la relazione sanitaria con cui l’oncologo Dante Amelio, radioterapista presso l’unità di Protonterapia della struttura ospedaliera di Trento, ha espresso parere positivo al trattamento, ritenuto metodica di irradiazione elettiva.

Solo a partire dai primi anni Novanta sono state realizzate strutture sanitarie dedicate esclusivamente all’uso terapeutico e attualmente nel mondo sono operativi non più di quaranta centri, tra cui quello di Trento.

La protonterapia utilizza, al posto dei raggi-X ad alta energia, particelle elementari, i protoni, che rilasciano la loro energia nei tessuti irradiati in maniera caratteristica: la dose è infatti depositata quasi interamente, con estrema precisione, nello spazio di pochi millimetri. Questa proprietà li rende particolarmente adatti alla somministrazione di dosi elevate al tumore, risparmiando al contempo i tessuti sani circostanti la lesione.

Il trattamento è indicato in situazioni cliniche difficili, come nel caso di lesioni in vicinanza di organi sensibili, in regioni anatomiche complesse, nel caso di lesioni tumorali impegnative per forma e volume e in età pediatrica.


Condividi la notizia:
23 maggio, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/