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Viterbo festeggia la Madonna Liberatrice - Il vescovo dopo la processione per le vie della città: "Per colpa nostra giovani privi di punti di riferimento"

“I genitori tornino a fare i genitori”

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Viterbo - La processione della Madonna Liberatrice

Viterbo – La processione della Madonna Liberatrice

Viterbo - La processione della Madonna Liberatrice

Viterbo – La processione della Madonna Liberatrice

Viterbo - La processione della Madonna Liberatrice

Viterbo – La processione della Madonna Liberatrice

Viterbo - La processione della Madonna Liberatrice

Viterbo – La processione della Madonna Liberatrice

Viterbo – Si è rinnovato il secolare omaggio alla Madonna Liberatrice.

La tradizionale processione è partita questo pomeriggio da piazza del Comune, dopo la rievocazione storica del padre degli Agostiniani Rocco Ronzani.

Multimedia: La processione della Madonna Liberatrice – slide – video

Nella chiesa della Trinità il saluto e monito del vescovo Lino Fumagalli. “Dal 1320 i padri Agostiniani portano avanti, alimentano e sostengono la devozione alla Madonna Liberatrice. Viterbo è caratterizzata da una filiale devozione a Maria, intorno alla quale come coesa comunità cristiana ha confermato la sua fede al Signore.

Chiediamo alla Liberatrice di aiutarci a prendere finalmente le responsabilità di persone adulte. Oggi, nelle nostre comunità, manca la figura del padre perché siamo sempre più malati di giovanilismo ricorrente. Se manca una comunità adulta, manca il punto di riferimento e questo significa che le nuove generazioni crescono sbandate. Dobbiamo renderci conto delle nostre responsabilità, cristiane e civili.

Mancano adulti impegnati in famiglia, nel mondo del lavoro e nella professione, nella coerenza e nella capacità di dialogo e ascolto. Mancano adulti impegnati anche nella politica dove, seppur con fatica, devono cercare di acquisire le caratteristiche fondamentali dell’onestà. Dobbiamo essere sostegno e punti di riferimento per i giovani. Maria ci aiuti facendolo diventare il nostro impegno di liberazione, per il bene nostro e dei nostri figli”.

Un baldacchino barocco in legno è stato portato in trionfo tra le via della città. Al centro l’immagine della Madonna liberatrice, scortata dai cavalieri costantiniani di san Giorgio, dai volontari dell’ordine di Malta e dal corteo storico, è stata trasportata dai Fedelissimi della Liberatrice.

Questa è la più antica devozione mariana dei viterbesi. La Madonna liberatrice cominciò a essere venerata il 28 maggio 1320, dopo la protezione di Maria della città dei Papi, funestata da violente calamità naturali e da discordie civili. I viterbesi, riferiscono le cronache del tempo, ritrovarono la pace ai piedi dell’immagine della Madonna, proclamata Liberatrice.


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28 maggio, 2017

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