Viterbo – Unioni civili, a un anno dall’approvazione della legge Cirinnà sono stati 15 i matrimoni celebrati nel Viterbese. La Tuscia è la terza nel Lazio, dopo Roma e Frosinone (16). La Capitale è anche la città italiana dove si registra il maggior numero di unioni civili celebrate: 331.
I dati, emersi dal bilancio presentato giovedì scorso a palazzo Madama dal gruppo Pd al senato, sono stati diffusi dal quotidiano nazionale il Messaggero a un anno dall’approvazione della legge Cirinnà, entrata in vigore il 5 giugno scorso ma introdotta il 20 maggio e pubblicata in gazzetta il giorno successivo.
Nel Lazio dopo Roma, Frosinone e Viterbo seguono Latina e Rieti con sei e cinque unioni civili celebrate. La regione con 376 matrimoni è la seconda in Italia, preceduta dalla Lombardia (665) e seguita dall’Emilia Romagna (307), dalla Toscana (293), dal Piemonte (291), dalla Liguria (145), dalla Campania (101) e dalla Sicilia (75). Fanalini di coda Molise (1), Basilicata (2) e Valle d’Aosta (6).
In tutta Italia sono state 2794 le unioni civili. A livello nazionale, dopo la Capitale c’è Milano (305), Torino (174), Firenze (123), Bologna (98), Genova (85), Napoli (69), Venezia (52), Verona (41), Palermo (36).
Nella Tuscia la prima coppia gay a dire sì è stata quella formata da Piero Conti, 54 anni, e Ivaylo Borisov, 42. Si sono sposati il 9 ottobre a Civita Castellana, davanti al sindaco Gianluca Angelelli (Primo matrimonio gay – slide– video).
A Viterbo città, invece, la prima coppia gay a dire sì è stata quella formata da Maurizio Rumori, 56 anni, e Massimiliano Di Giampietro, 48. Il loro matrimonio, celebrato il 20 ottobre scorso dal sindaco Leonardo Michelini, ha coronato una storia andata avanti per 24 anni (Maurizio e Massimiliano sposi – slide – video).
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