Viterbo – (g.f.) – “Incateniamoci a Villa Lante”. La prossima volta che il monumento per qualsiasi ragione rimarrà chiuso, Filippo Rossi, consigliere Viva Viterbo, è pronto alla rivolta.
Con un’azione di protesta clamorosa. Che altrettanto clamorosamente nessuno metterà in atto. A cominciare dal sindaco Leonardo Michelini, il primo cui Rossi rivolge l’appello. L’ultimo consiglio, o quasi, prima d’andarsene e lasciare la maggioranza.
Cancello sbarrato e turisti fuori è una scena che chiede vendetta. Tutto perché il ministero dei Beni culturali non mette abbastanza risorse per garantire personale a sufficienza nei ponti e in alcuni festivi.
E se non li mette il ministero, dal comune non sono da meno. Fondi proposti da vari consiglieri in fase di discussione bilancio sono stati bocciati. Gianmaria Santucci (Fondazione) chiedeva 15mila euro per convenzioni con associazioni e garantire l’apertura di Villa Lante.
“Sarebbe utile approvare l’emendamento – è la replica del sindaco Michelini – ma c’è di mezzo il sistema museale del Lazio e in ogni caso, due persone dipendenti ci devono comunque essere. Il nostro ruolo è limitato”.
Qualcosa che assomiglia molto ad alzare bandiera bianca. “Non pensavo certo di sostituire gli uscieri – ribatte Santucci – ma almeno, con le convenzioni sarebbe stato possibile tenere aperto almeno il parco”. Bella idea. Bocciata.
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