Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Come di consueto il Primo Maggio, festa dei lavoratori, ci siamo recati davanti al monumento dedicato al ceramista per portare il nostro omaggio ad un simbolo che rappresenta la fatica, la dedizione e le conquiste sociali dei lavoratori di Civita Castellana.
Nella breve e poco partecipata cerimonia istituzionale ha preso parola il sindaco Gianluca Angelelli.
Ascoltandolo siamo stati colpiti dalla sommessa rassegnazione che trapelava dalle sue parole : “Il lavoro non c’è” è l’assunzione di base da cui parte la sua ricognizione storica e a cui è arriva la sua previsione per il futuro.
Nel suo discorso non si auspica alcun tipo di investimento pubblico, il reddito di cittadinanza sarà in sostanza l’unico intervento dello Stato per sostenere i cittadini, nessuna critica al sistema liberista favorito dai trattati economici europei e appoggiato dai governi, sistema che ha creato nelle classi più deboli questo stato di sofferenza e disuguaglianza.
Non abbiamo ascoltato nessun appello alla difesa e all’attuazione della nostra Costituzione, che prevede invece il ruolo fondamentale della Repubblica nell’eliminare gli ostacoli che si frappongono alla libertà ed alla dignità della persona.
Carta Costituzionale i cui “preconcetti”, afferma, possono anzi dovrebbero essere oggetto di revisione e attualizzazione.
L’esito del Referendum che ha bocciato le proposte di revisione della suddetta Carta non viene citato, non viene considerato, non viene assunto come dato di volontà popolare.
Siamo rimasti allibiti e sconcertati nell’ascoltare il sindaco di una città’ operaia dire che il lavoro non rappresenta piu’ un valore centrale all’interno del processo di produzione, un sindaco che prende ad esempio esperimenti fatti in altri continenti, in paesi totalmente differenti, per parlare del reddito di cittadinanza e affermare senza alcuna critica come questo possa diventare sostitutivo del reddito da lavoro per le masse non qualificate, destinate dunque a vivere in una sorta di elemosina statale perenne.
Troviamo allucinante questa visione passiva della società, nella cui “naturale” evoluzione sembra non si abbia più alcuna possibilità di intervento modificatore.
Una visione del mondo dove il profitto di chi detiene i mezzi di produzione e di chi specula aumenta, ma il conflitto tra capitale e lavoro non trova assolutamente spazio.
Noi crediamo invece che il lavoro, valore principale sul quale si fonda la Costituzione, debba tornare ad essere la base della nostra società, crediamo in un progetto di reddito minimo che non si sostituisca al lavoro, ma gli ridia dignità’ e valore, progetto da finanziare con una legge patrimoniale che finalmente tolga a chi ha di piu’ e non agli strati in difficoltà’ della popolazione.
La nostra opinione è che la crisi si possa risolvere solo rimettendo al centro degli interessi politici ed economici i diritti delle persone, e non quelli delle lobby finanziarie.
Che si possa e si debba ottenere maggiore equità sociale, e che in un momento in cui la tecnologia aumenta la produttività in maniera vertiginosa, si debba tornare a parlare di una diminuzione dell’orario di lavoro, rivalutando il concetto del lavorare meno, lavorare tutti.
Per questo invitiamo chi si ritiene di sinistra a rompere definitivamente ogni indugio e ogni speranza di
cambiamento “dall’interno” di queste dinamiche, non riproponendo “nuovi” tentativi di vecchie, nefaste alleanze, che come è stato dimostrato dalle esperienze di questi anni hanno relegato le componenti di
sinistra ad un ruolo gregario e marginale ,assolutamente non conflittuale con le politiche che decidono la
vita dei cittadini.
Serve un distacco deciso da chi propone politiche che non fanno gli interessi della maggioranza della popolazione, da chi difende gli interessi dei pochi togliendo ai molti servizi, reddito e dignità.
Segreteria partito della rifondazione comunista
Circolo E.Minio – Civita Castellana
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