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Montalto di Castro - Intervista a Lorenzo Posati, il 27enne morso al braccio da una verdesca lunga 2 metri durante una battuta di pesca in mare - Foto e video

“Lo squalo mi ha azzannato, ho perso molto sangue e sono svenuto”

di Raffaele Strocchia
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Lorenzo Posati dopo una pesca

Lorenzo Posati dopo una pesca

Montalto di Castro - Lo squalo che ha azzannato il pescatore 27enne

Montalto di Castro – Lo squalo che ha azzannato il pescatore 27enne

Montalto di Castro - Lo squalo che ha azzannato il pescatore 27enne

Montalto di Castro – Lo squalo che ha azzannato il pescatore 27enne

Montalto di Castro – “Lo squalo mi ha attaccato all’istante. Mi ha azzannato al braccio, facendomi perdere molto sangue. Poi sono svenuto”. Lorenzo Posati racconta l’insolito incidente di cui è stato vittima. Una tragedia sfiorata, intorno alle 11 di domenica, a dieci chilometri dalla costa, nel mare di Montalto di Castro.

Lorenzo, 27enne di Amelia appassionato di pesca sportiva, era sulla sua barca insieme a degli amici quando è stato azzannato al braccio da uno squalo lungo due metri. “Cosa avesse abboccato all’amo non l’ho capito subito”. Ma che si trattasse di un pesce grosso l’aveva intuito e come, tanto da prendere il cellulare e iniziare a filmare (il video è poi stato pubblicato sul suo sito pescasubito.com).

“Appena mi sono reso conto di aver catturato una verdesca, ho subito deciso di liberarla. Ma, improvvisamente, mi ha attaccato al braccio”. Per il giovane pescatore sessanta punti di sutura e venti giorni di prognosi. “Ma – precisa – gli squali azzurri non sono pericolosi per l’uomo. L’esemplare che mi ha azzannato, sentitosi minacciato, si stava solo difendendo”.

Lorenzo, cos’è successo domenica?
“Ero al largo di Montalto Marina per una battuta di pesca con un paio di amici. Eravamo partiti da poco dal fiume Fiora quando, a cinque miglia dalla costa, uno squalo ha abboccato casualmente al nostro amo. Non abbiamo capito subito di cosa si trattasse e con il pesce abbiamo combattuto a lungo, fino ad avvicinarlo alla barca. Ma quando ci siamo resi conto che si trattativa di una verdesca abbiamo deciso di tagliare subito la lenza. Ho però commesso un errore, un passo falso che mi ha causato la ferita al braccio”.

Ovvero?
“Per liberare lo squalo mi sono sporto troppo, avvicinandomi eccessivamente all’acqua. Volevo tagliare il filo il più vicino possibile allo squalo, in modo che si potesse liberare facilmente dall’amo e da non stressarlo troppo. Ma la verdesca, sentendosi in pericolo e trattenuta dalla lenza, si è girata improvvisamente, attaccandomi in un istante. Mi ha reciso una piccola arteria, facendomi perdere molto sangue. Per qualche secondo sono svenuto ma, ripresa conoscenza, sono riuscito a far rientrare la barca al porto. Anche grazie ai miei amici, che mi hanno stretto subito una maglia intorno al braccio per tamponare la ferita”.

Arrivato a riva, la corsa in ospedale…
“Mi hanno trasportato al pronto soccorso di Tarquinia dove la ferita è stata disinfettata e ricucita. Ora ho sessanta punti sul braccio, sia all’interno che all’esterno. Ne avrò per venti giorni, ma fortunatamente il morso dello squalo non ha lesionato né tendini né altro”.



Ti era già capitato di pescare uno squalo?
“Pratico pesca sportiva da diverso anni, sono un appassionato e per me è un divertimento. Pesco i pesci, soprattutto tonni, per poi rilasciarli in mare. Ma era già successo, sempre nelle acque di Montalto, che qualche verdesca abboccasse al mio amo. Esemplari più piccoli però rispetto a quello adulto, lungo due metri, che mi ha attaccato domenica. Gli squali azzurri sono in tutto il Mediterraneo. Ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma non sono pericolosi per l’uomo. La verdesca che mi ha azzannato, lo ha fatto perché si è sentita minacciata, messa alle strette. Il suo è stato un istinto animale. Mi ha attaccato solo per difendersi”.

Raffaele Strocchia


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31 maggio, 2017

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