Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un reparto d’eccellenza, ma ci vuole pazienza
Non è un reparto facile il reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Belcolle. Entri e ti confronti subito col dolore, il tuo e quello degli altri pazienti ricoverati, tutti afflitti da problemi di salute molto seri. Ma alla fine capisci perché si parli di alta chirurgia e perché venga definito un reparto d’eccellenza.
Se devi sottopporti a un intervento chirurgico ti avvertono subito che i tempi potrebbero allungarsi. E’ perché al reparto sarebbero state assegnate soltanto due sedute settimanali in sala operatoria, mentre la quotidianità è all’insegna delle emergenze. Per cui c’è il rischio che, anche dopo averlo fissato, l’atteso intervento possa slittare in seguito a delle urgenze.
Difficile trovare un posto libero. Mia madre, ottantenne, giunta al pronto soccorso con un gravissimo problema alla spina dorsale che le impediva di stare in piedi e di camminare, nonostante la necessità di un intervento urgente alle vertebre, è stata trasferita per qualche giorno in clinica a causa della carenza di posti letto.
Tornata a Belcolle, la mamma ha dovuto aspettare complessivamente quasi due settimane prima di potersi sottoporre a una delicatissima operazione durata circa sei ore, durante la quale l’equipe guidata dal neurochirurgo Carlo Pizzoni ha eseguito la ricostruzione di due vertebre e la laminectomia decompressiva su altre tre vertebre.
In famiglia, eravamo tutti molto preoccupati. Se l’intervento non fosse andato bene, il futuro sarebbe stato in carrozzina. Invece l’operazione è riuscita e la mamma sta facendo riabilitazione.
Come i bambini, non lascia ancora la mano, nella fattispecie il deambulatore. Ma i dolori atroci per cui è stata allettata due settimane, rischiando di rimanerci tutta la vita, sono completamente scomparsi e non ci sono motivi per non ritenere che al più presto possa tornare a camminare senza bisogno di sostegni.
Un caloroso grazie al dottor Carlo Pizzoni, alla sua equipe chirurgica e a tutto il personale del reparto.
Lettera firmata
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