Tarquinia – Non potendosi permettere i funerali della madre, chiede aiuto alla pubblica amministrazione, ma la salma resta per due mesi nel congelatore.
E’ la triste sorte capitata a Camilla Colombo, una pensionata di 82 anni, morta domenica 19 marzo all’ospedale di Tarquinia. La salma della donna, che aveva chiesto espressamente di essere cremata, da allora è conservata in una cella frigorifera.
L’unica figlia – che non può permettersi i funerali – si è rivolta al Comune per le esequie.
“Un incubo. Mi sono trovata a vivere una situazione terribile – spiega la figlia, Marina Colombo, che vive a Milano – ho chiesto a un’agenzia funebre se fosse possibile pagare a rate, ma mi hanno risposto di no. Allora, essendo la mamma residente a Tarquinia, il giorno successivo ho scritto al Comune per avere le esequie gratuite, presentando tutta la documentazione prevista dalla legge”.
“Ho chiesto – spiega ancora – che la salma fosse cremata e che mi venissero consegnate le ceneri. Ma dopo un mese, non avendo ricevuto risposta, ho dovuto rivolgermi a un avvocato. Con il dolore di sapere la salma della mamma in un congelatore”.
Del caso si è occupato l’avvocato Guido Conticelli, del foro di Viterbo, che a sua volta ha scritto una lettera indirizzata al sindaco Mauro Mazzola, facendo appello, oltre che alle leggi, alla sensibilità del primo cittadino: “Spiace sottolineare come in occasione di un evento triste come il venir meno di un congiunto, l’amminstrazione comunale non abbia adempiuto ai suoi obblighi, evitando alla mia assistita di doversi trovare un avvocato”.
“Ci sono due leggi – spiega Conticelli – una del 1987 e una del 2001, che prevedono che le pubbliche amministrazioni debbano farsi carico del servizio in caso di salma di persona indigente o appartenente a famiglia bisognosa. La prima parla soltanto di sepoltura, mentre la seconda stabilisce che anche la cremazione della salma costituisce servizio pubblico gratuito, al pari dell’inumazione. Tra l’altro la cremazione è meno costosa dell’inumazione”.
Dopo tanto penare, è arrivata finalmente la tanto attesa risposta: “Mi hanno contattato – conclude la figlia – per dirmi che la cremazione è stata fissata martedì al cimitero di San Lazzaro. Martedì è il 17 maggio e saranno passati praticamente due mesi da quando la salma della mamma è finita nelle celle frigorifere dell’ospedale di Tarquinia. Posso solo dire, da cittadina, di essere profondamente amareggiata per quanto è successo”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY