Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Martedì 21 marzo, nella sede del Dipartimento generale di prevenzione del Ministero della Salute a Roma, si è svolta una riunione che ha nuovamente considerato, esaminato e discusso le gravi problematiche del lago di Vico e dell’approvvigionamento da questo delle acque ad uso potabile per i comuni di Caprarola e Ronciglione.
Nel corso di quella riunione, da parte della dottoressa Antonella Litta, referente dell’Associazione italiana medici per l’ambiente- Isde (International society of doctors for the environment) e del dottor Luciano Sordini della Federazione italiana medici di medicina generale-Fimmg di Viterbo, sono stati ribaditi i motivi di preoccupazione per il degrado delle acque del lago di Vico e i possibili e connessi rischi sanitari per le popolazioni dei due comuni circumlacuali.
Preoccupazioni attestate e sostanziate anche dal persistere, ormai da anni, di ordinanze comunali di non potabilità delle acque per uso umano, con i conseguenti disagi sofferti dai cittadini anche in termini di spesa per l’acquisto di acqua da bere e per cucinare.
Sempre in quella stessa riunione la dottoressa Litta faceva rilevare in particolare il persistere dell’inadeguatezza e le criticità degli attuali sistemi di potabilizzazione dei due acquedotti comunali, come riscontrato e sottolineato negli esami eseguiti dall’Istituto superiore di Sanità e dall’Arpa Lazio e la preoccupazione anche per il possibile rilascio nelle acque lacustri di sostanze tossiche e cancerogene presenti nei sedimenti del lago, in concentrazioni ben al di sopra delle soglie di contaminazione previste per i terreni emersi.
La referente dell’Isde chiedeva anche l’avvio in tempi rapidi di una drastica riduzione, fino alla completa abolizione, dell’uso di fitofarmaci in tutta la conca del lago di Vico con riconversione al biologico di tutte le attuali forme di coltivazioni agricole in essa presenti.
A seguito di quella riunione, si chiede quindi di conoscere quali interventi e piani sono stati intrapresi da parte del Ministero della Salute, della Asl di Viterbo, della Regione Lazio e delle amministrazioni locali per contrastare il degrado delle acque del lago di Vico e ridurre così i possibili e connessi rischi sanitari per le popolazioni dei due comuni circumlacuali, nel pieno rispetto del Principio di precauzione e in ossequio all’articolo 32 della Carta Costituzionale.
Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde di Viterbo
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