Viterbo – “Strage Portella della Ginestra, si rendano pubblici i documenti”.
A chiederlo il presidente del Senato Pietro Grasso che, come si legge sul Corriere della Sera, è intervenuto in tal senso durante la celebrazione dei settant’anni dalla strage compiuta in Sicilia.
Il primo maggio 1947 una folla di gente fu bersagliata dalle raffiche di mitra della banda di Salvatore Giuliano, mentre ascoltava il discorso di alcuni dirigenti del Pci in occasione della festa dei lavoratori.
Il bilancio fu di undici morti, ai quali se ne aggiunsero altri alcuni giorni dopo, e più di sessanta feriti.
E stamattina, a settant’anni da quell’eccidio si sono incontrati i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, e le più alte cariche politiche ed istituzionali del paese.
“Un anniversario – si legge sul Corriere – per il quale si è speso in prima persona anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, chiedendo di rendere pubblici i documenti ancora non accessibili e accertare i mandanti di una strage che ha segnato la stagione delle lotte per la terra e, più in generale, la crisi politica, sociale e dell’ordine pubblico del dopoguerra”.
Quei documenti che dovrebbero essere stipati proprio a Viterbo, dove era stato celebrato il processo tra il giugno del 1950 e il 1952. 217 udienze per 31 imputati, divisi in due gabbie distinte: una per i cosiddetti “picciotti” e l’altra per i veri componenti della banda. I primi vennero assolti per aver fatto parte della banda “in stato di soggezione”, gli altri vennero condannati all’ergastolo.
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