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Caffeina 2017 - Bartolo Messina racconta lo spettacolo equestre in programma il 30 giugno alle 21,30 assicurando che lascerà col fiato sospeso

Cavalli a passo di danza a piazza San Lorenzo

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Bartolo Messina coi suoi cavalli

Bartolo Messina coi suoi cavalli

Bartolo Messina coi suoi cavalli

Bartolo Messina coi suoi cavalli

Bartolo Messina coi suoi cavalli

Bartolo Messina coi suoi cavalli

Viterbo – (p.p.) – Cavalli a passo di danza a piazza San Lorenzo.

Caffeina realizza uno spettacolo unico nel suo genere coi cavalli che si esibiranno sullo sfondo di palazzo dei Papi a piazza san Lorenzo alle 21,30 del 30 giugno.

La prima volta che accade a Viterbo. Bartolo Messina, artista internazionale di origine ischitana, famoso per i suoi spettacoli equestri, si esibirà con altri artisti che si metteranno in evidenza col volteggio acrobatico e il roman riding eseguendo slanci e figure al galoppo.

Oltre ai cavalli in libertà, ci sarà anche il minihorse Charlie, detentore del Guinnessworld record come cavallo più piccolo al mondo.

“I nostri numeri – dice Messina – riguardano il lavoro in libertà, ma anche tutto quello che concerne sia l’etologia che la fase acrobatica. Ci sarà molto dinamismo e una parte emozionale. Lo spettacolo sarà improntato soprattutto sul rapporto uomo-cavallo in chiave moderna, meno circense. È un’esibizione che per la prima volta si fa a Viterbo in un contesto cittadino. La Tuscia è terra di cavalli, però, visti da un’ottica diversa, come cavallo da lavoro, mentre noi decliniamo lo spettacolo alla drammaturgia”.

Divertimento assicurato.

“Roman riding vuol dire montare alla romana, come accadeva nell’Antica Roma, coi giochi al Colosseo in cui si sfidavano i soldati per mettere in mostra le loro abilità di cavallerizzi. Più recentemente,è diventato poste ungheresi. Consiste nell’andare in piedi su due cavalli, in piena velocità, al galoppo. Sono acrobazie difficilissime e molto pericolose. Le faremo a Viterbo e in più ci sarà il volteggio acrobatico, che è forse la cosa più rischiosa da fare coi cavalli. Una disciplina antichissima che nasce sempre dai tornei medievali che si facevano per testare le abilità dei cavalieri. Quello che faremo noi è un’evoluzione modernissima che lascia comunque col fiato sospeso, perché è veramente molto pericolosa”.

Allenamento e passione sono le doti richieste. “Ci vuole una forma fisica invidiabile. I ragazzi si allenano ogni giorno, sono dei professionisti che lavorano nello spettacolo internazionale ‘Appassionata’. I migliori volteggiarono d’Europa e i numeri uno nella loro disciplina. C’è un riscaldamento iniziale e poi tutta una serie di tecniche di volteggio e di presa del pomello. Inoltre equilibrio e tanta forza fisica che va distribuita, quando ci sono gli slanci per salire a cavallo da terra in piena velocità e pieno galoppo”.

Cavallo e uomo si fondono. “Siamo dei comunicatori. L’etologia è lo studio del comportamento animale all’interno del proprio branco. Sono secoli che ‘addomestichiamo’ cavalli e noi, col nostro metodo, non facciamo altro che porci da capo branco. I cavalli seguono me che sono il cavallo leader appunto. Vedendomi sotto questo aspetto, più che uomo-cavallo, c’è un rapporto cavallo-cavallo per cui l’animale mi ascolta e si fa gestire.

La società dei cavalli è matriarcale e i cavalli mi vedono come la matriarca che decide dove si beve e si mangia. Istintivamente, per riflesso condizionato, il cavallo inizia ad avere fiducia nell’essere umano. Essere umano che è poi effimero perché, come spiegavo, è un capo branco. Uso un linguaggio del corpo che è un comunicare costante con l’animale”.

Messina racconta di essere nato coi cavalli. “Mio nonno e il mio bisnonno li hanno sempre avuti e mio papà aveva un centro ippico. Faccio fatica a ricordare la prima volta in cui mi sono approcciato con un cavallo, proprio perché li ho visti da sempre”.

Più tardi ha scelto di dedicarsi al cavallo libero. “Mi affascinava il rapporto uomo-cavallo e mi ero scocciato dell’agonismo, delle gare e del classico dressage. Ho iniziato a vedere il cavallo come un amico e non più come un animale con le figure che ti chiedono di fare. Un legame paritario con un animale che è affascinante e nobile”.

Messina ha fondato gli Aragonas con cui porta avanti certi principi. “È un gruppo con cui condividiamo una filosofia. Ci divertiamo prima di tutto e cerchiamo di trasmettere la passione, aumentando sempre le nostre conoscenze. Siamo una famiglia ed è più un divertimento che un lavoro. Si cerca sempre a migliorare e stavolta ci fa piacere essere a Viterbo perché c’è un’amicizia forte che ci lega a questo posto, visto che d’estate i nostri cavalli sono sempre nel capoluogo perché, per tre mesi all’anno, lavoriamo nel Lazio e il nostro campo base è l’azienda agricola le Cerquette. Viterbo – conclude Messina – è una seconda casa, la conosciamo benissimo, ed è la prima volta che, con piacere, ci facciamo uno spettacolo”.


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21 giugno, 2017

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