Viterbo – (g.f.) – Un centro servizi, magari un punto accoglienza per turisti e visitatori, ma anche un bar.
Quante possibilità per la struttura completata a valle Faul con i soldi del progetto Plus di mariniana memoria. Troppe, forse.
Così in comune sono entrati nel pallone e nel dubbio, la stanno lasciando così com’è. Chiusa e inutilizzata.
La costruzione si trova sotto l’ex lazzaretto. Cristallo e metallo. Ben mimetizzata, per chi passa nella valle, dalle mura. Magari è proprio questa la sfortuna.
Occhio non vede, portafogli non duole. Perché per realizzarlo sono stati spesi soldi pubblici. A fronte di un progetto. Ma il Plus ormai è stato completato da parecchio. Uno spreco.
I Lavori pubblici hanno riconsegnato il bene, eppure, nulla si muove. Con qualche rara eccezione. Si muovono, e pure abbastanza a loro agio, i ragazzini che salgono sul tetto per godere evidentemente di una vista dall’alto sulla valle. E assistere alla desolazione di quello che hanno sotto i piedi.
Un locale di cento metri quadrati chiuso, area transennata, ritrovamenti avvenuti durante gli scavi, antiche mura, con l’erba che cresce rigogliosa.
E dire che l’amministrazione Michelini, insediandosi, apportò alcune modifiche al progetto Plus di Marini. Sempre a valle Faul rinunciò a realizzare la cavea.
Se proprio reputavano inutile anche l’altro intervento avrebbero fatto bene a comportarsi di conseguenza. Ma adesso c’è.
È così difficile affidarlo in gestione? Evidentemente sì.
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