Tarquinia – Tenere in mano i fiori, sentirne l’odore, apprezzarne i colori. Anche quest’anno, giugno per Tarquinia ha rappresentato una sola parola: “infiorata”.
Fotocronaca: L’infiorata a Tarquinia – slide
La processione del Corpus Domini, che si tiene ogni anno a Tarquinia, è stata un vero tripudio di colori. Le parrocchie hanno messo in campo i loro artisti migliori, per elaborare e realizzare disegni a tema religioso fatti principalmente con fiori e fondi di caffè.
La mattina di ieri, domenica 18 giugno, i partecipanti, dopo una notte di lavoro che si è conclusa solo all’alba, hanno potuto ammirare i loro lavori alla luce del sole prima che venissero calpestati dalla processione.
Questa tradizione tarquiniese, che ha origine a Roma nella prima metà del XVII secolo, nasce nel 1938, anno della prima infiorata documentata. Inizialmente si trattava soltanto di spargere dei petali per terra senza uno schema particolare. Le tecniche di disegno si sono evolute nel corso degli anni. Oggi è un evento molto sentito in città, perché unisce religione e folclore ed è uno spettacolo di grande bellezza.
La messa è stata celebrata nella chiesa di San Francesco da monsignor Luigi Marrucci, vescovo della diocesi Civitavecchia-Tarquinia. Da qui è partita la processione, guidata dalla banda cittadina, che ha seguito il percorso segnato dai disegni sulla strada.
Da San Francesco a piazza Duomo, passando per piazza Matteotti e per il corso Vittorio Emanuele II, le strade della città erano una gioia per gli occhi
Rachele Faggiani
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