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Viterbo - Consigliere comunale e regionale si ritrovano per parlare d'urbanistica a un anno dal ritorno al voto in comune - Il 19 incontro all'ex mattatoio a valle Faul

Giulio Marini e Daniele Sabatini insieme per il Leone

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Giulio Marini

Giulio Marini

Stefano Bigiotti e Daniele Sabatini

Stefano Bigiotti e Daniele Sabatini

Paolo Muroni e Umberto Ciucciarelli

Paolo Muroni e Umberto Ciucciarelli

Stefano Bigiotti e Daniele Sabatini

Stefano Bigiotti e Daniele Sabatini

Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo – (g.f.) – Giulio Marini e Daniele Sabatini insieme. Per il Leone.

Consigliere comunale e regionale si ritrovano in quella che fu la vecchia sede Forza Italia, via Gargana. A un anno dalle elezioni, tutto lascia immaginare che non sia un incontro a caso e che non a caso i due si avvicinino in vista del voto al comune di Viterbo.

Ma i diretti interessati (almeno ufficialmente) sgombrano il campo dagli equivoci. “Di politico non c’è niente – spiega Marini – speriamo solo di poter dare il nostro contributo alla città”.

Con una serie d’incontri, sotto il cappello dell’associazione il Leone. Si parte lunedì con “Città aperte – verso un’urbanistica liberale”. Professori e studiosi da tutta Italia e non solo. Marini vuole fare qualcosa per la città e per ricordare un suo grande amico.

“Ho voluto riattivare il Leone – spiega il consigliere FI – nel nono anniversario dalla scomparsa di Carlo Cardoni, per arrivare poi al decimo in modo importante.

È stato motore trainante in città, per molte iniziative, ricordo la mostra sugli etruschi, il Grossi Morera, era un imprenditore di spessore. Ogni volta che la Viterbese era in difficoltà, lui riusciva a rianimarla”.

Anche pensando a lui, il 19 alle 16, all’ex mattatoio a valle Faul, l’incontro con Giovanni Crocioni, università di Bologna, Antonio Pietro Latini, university of Oregon, Marco Guido Ponti del Politecnico Milano, Marco Romano, ateneo di Genova. Marini partecipa e Sabatini chiude.

Organizza Stefano Bigiotti, architetto. “Vogliamo accendere un faro – osserva Bigiotti – su uno strumento principe quale il piano regolatore, di non facile attuazione da parte dei comuni. Far capire che urbanistica e ambiente non sono concetti separati e che una crescita delle nostre città è possibile”. Passando per la legge sulla rigenerazione urbana, in discussione in regione.

Da Viterbo potrebbe partire qualche spunto per emendarla. “Dopo che il piano casa – spiega Daniela Sabatini – la regione ha deciso di non prorogarlo. Una scelta scellerata. Quello che serve è un’urbanistica rispettosa del territorio, con una normativa chiara e scarna”. Meno burocrazia.

All’iniziativa, Giulio Marini sta pensando già dal 7 gennaio scorso. “Speriamo di poter dare un nostro contributo – osserva Marini – anche alla città. C’è bisogno di un cambio di marcia”.

In sala, Umberto Ciucciarelli (Unione per la Tuscia) e l’ex assessore comunale Paolo Muroni.


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17 giugno, 2017

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