Viterbo – (g.f.) – “Il teatro Unione è finito, ma non del tutto”. Mancano da ristrutturare , bar e ridotto. Ecco perché, secondo l’assessore Antonio Delli Iaconi, non è possibile affidare la gestione attraverso un bando.
Meglio l’Atcl, ente pubblico, che penserà ad allestire il cartellone. E in via di definizione un’intesa.
Delli Iaconi ha risposto in commissione a Gianmaria Santucci (Fondazione), che aveva richiesto la convocazione della quarta insieme a Vittorio Galati, per capire come in comune intendono riaprire l’Unione, dopo averlo riconsegnato alla città.
“Il teatro – spiega Delli Iaconi – è finito ma non del tutto. Mancano ridotto e bar. Affidare la gestione a privati senza dare loro la possibilità di mettere a reddito la struttura, è complicato. Se oggi facciamo un bando, col teatro così com’è, non parteciperà nessuno.
Oltre ai proventi dei biglietti, chi gestisce fa bilancio pure con altre attività, ristorazione, vendita prodotti, uso degli spazi. In questo momento non siamo nelle condizioni di offrirlo”.
Così si rischia di perdere, come fa notare Santucci, la possibilità d’accedere a fondi regionali per le produzioni teatrali. Scadono a dicembre. Atcl si occuperà solo del cartellone. Non produce.
“Ho incontrato diversi operatori del territorio – sottolinea Delli Iaconi – abbiamo avuto l’idea entro l’anno di fare un bando per far nascere una compagnia di residenza che potrà diventare stabile”. E produrre iniziative.
Nel frattempo, con il teatro completato, almeno nella parte principale, c’è anche il problema di come gestire le richieste per utilizzarlo, da parte di chi ne fa richiesta.
“Serve un regolamento – concorda Delli Iaconi – da definire al più presto”. Per andare in scena ed evitare una messinscena.
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