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Traffico internazionale di droga - Uno è rinchiuso nel carcere di Viterbo - Sequestrata anche della cocaina - La banda usava metodi violenti: a garanzia del pagamento, sequestrato e minacciato di morte il parente di un indagato

Oltre cento chili di hashish, arrestati 28 narcotrafficanti

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Guardia di finanza - Operazione Alì Babà - Il giovane sequestrato dai narcotrafficanti

Guardia di finanza – Operazione Alì Babà – Il giovane sequestrato dai narcotrafficanti

Guardia di finanza - Operazione Alì Babà - La droga sequestrata

Guardia di finanza – Operazione Alì Babà – La droga sequestrata

Guardia di finanza - Operazione Alì Babà - La droga sequestrata

Guardia di finanza – Operazione Alì Babà – La droga sequestrata

Guardia di finanza - Operazione Alì Babà - La droga sequestrata

Guardia di finanza – Operazione Alì Babà – La droga sequestrata

Guardia di finanza - Operazione Alì Babà

Guardia di finanza – Operazione Alì Babà

Guardia di finanza - Operazione Alì Babà - La droga sequestrata

Guardia di finanza – Operazione Alì Babà – La droga sequestrata

Guardia di finanza - Operazione Alì Babà - I soldi sequestrati

Guardia di finanza – Operazione Alì Babà – I soldi sequestrati

Viterbo – Avevano messo in piedi un traffico internazionale di centinaia di chili di droga. La Guardia di finanza, al termine dell’operazione Alì Babà, ha messo le manette a 28 persone, denunciato 65 narcotrafficanti e sequestrato 118 chili di hashish e oltre un chilo di cocaina, per un valore di due milioni di euro. Uno degli arrestati, come riporta il quotidiano Perugia Today, è rinchiuso nel carcere viterbese di Mammagialla.

La banda, secondo l’accusa, avrebbe curato i propri affari anche con metodi violenti, arrivando a sequestrare un giovane parente di un narcotrafficante a garanzia del pagamento di una partita di droga. Il giovane sarebbe stato anche minacciato di morte. “A fine agosto 2015 – spiega in una nota la Guardia di finanza – veniva acquisita notizia del sequestro, in Olanda, del giovane parente di uno degli indagati a opera del ramo olandese dell’organizzazione criminale, definita i Berberi, a causa del mancato pagamento di un partita di droga di consistente valore.
Poco prima dello scadere dell’ultimatum, che avrebbe visto la probabile uccisione del ragazzo, la polizia olandese è intervenuta in un appartamento salvando l’ostaggio, rinvenuto in grave stato di salute psicofisica, e arrestando tutti e tre i sequestratori. Gli stessi, nonché altri due corresponsabili, sono stati ora nuovamente arrestati su un mandato di arresto europeo per sequestro di persona a scopo di estorsione, aggravato dall’essersi avvalsi del contributo di un gruppo criminale organizzato in più stati”.

Le indagini, coordinate dalla Dda di Trento, sono durate un anno, e hanno permesso di accertare che l’organizzazione criminale, prevalentemente composta da nordafricani, aveva un nucleo radicato in provincia di Trento ma disponeva anche di diverse cellule operanti in varie regioni: Lazio, Umbria, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto.

La banda avrebbe anche avuto importanti ramificazioni in Olanda, Marocco e Spagna, dove alcuni componenti dell’organizzazione si sarebbero riforniti di ingenti partite di droghe, gestendone il trasferimento e la consegna in Italia.


La nota della Guardia di finanza

Tra i maggiori risultati conseguiti all’estero grazie alla collaborazione internazionale si cita
il sequestro di 32,6 chili di hashish e l’arresto di una cittadina spagnola, avvenuti nel maggio 2016 in autostrada vicino a Aix en Provence, a opera della polizia doganale francese (Douane).

Sul territorio nazionale i maggiori interventi repressivi hanno visto:
nel novembre 2015, a Padova, il sequestro di 147,6 grammi di cocaina, con l’arresto di un cittadino tunisino;
nel febbraio 2016, a Roma, il sequestro di 32,3 chili di hashish, con l’arresto di una cittadina spagnola e di una marocchina;
nel febbraio 2016, a Bertinoro (Forlì Cesena), il sequestro di 10,6 chili di hashish, con l’arresto di un cittadino marocchino;
nel maggio 2016, a Roma e Torino, il sequestro di 12,8 chili di hashish, con l’arresto di un cittadino marocchino;
nel luglio 2016, a Imola (Bologna), il sequestro di 13 chili hashish, con l’arresto di un cittadino spagnolo e di una cittadina rumena.

In esecuzione delle misure di custodia cautelare in carcere, in Italia, sono stati arrestati
E.H.A., nato in Marocco nel 1976; D.S.B.M., nato in Tunisia nel 1975; F.M., nato in Marocco nel 1988; E.B.A., nato in Marocco nel 1974; A.B., nato in Marocco nel 1984; Y.A., nato in Marocco nel 1981; B.A. nato in Marocco nel 1975; E.H.A., nato in Marocco nel 1976; E.H.A., nato in Marocco nel 1982; M.A., nato in Marocco nel 1987; A.D., nato a Trento nel 1994; E.R.R., nato in Marocco nel 1991; E.R.H., nato in Marocco nel 1984; E.B.J., nato in Marocco nel 1987; E.B.O., nato in Marocco nel 1991; D.B., nato in Marocco nel 1964. 

Sulla base della procedura del mandato d’arresto europeo e grazie agli accordi internazionali in materia di estradizione, sono stati arrestati
in Olanda: T.A., nato in Marocco nel 1972; E.A.M., nato in Olanda nel 1994; B.S., nato in Olanda nel 1990;
in Francia: E.H.I., nato in Marocco nel 1974;
in Spagna: H.R., nato in Marocco nel 1979.


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9 giugno, 2017

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