Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nessun vento di crisi sul turismo, anzi. Il caldo delle ultime settimane e l’appeal artistico culturale del nostro paese spingono la destinazione Italia.
E le previsioni per il ponte del 2 giugno sono ottimistiche, con oltre 9 milioni di presenze stimate, in crescita del 2,9% sullo scorso anno che, complessivamente, produrranno consumi per oltre un miliardo di euro.
E’ quanto emerge dall’indagine previsionale dei flussi turistici condotta da Cst – Centro studi turistici per Confesercenti su 1819 operatori della ricettività alberghiera ed extra-alberghiera.
Le presenze si concentreranno soprattutto nel sistema ricettivo ufficiale (oltre 6 milioni) ai quali si devono aggiungere 3 milioni circa di presenze in altre strutture ricettive (locazioni turistiche, case di proprietà, ostelli religiosi, etc). A contribuire alla crescita sono soprattutto gli stranieri (oltre +3,5%), ma si registra un aumento anche del flusso di italiani (+2,5%).
In generale dall’indagine emerge un trend positivo per tutte le tipologie di prodotto turistico, anche se con crescite diversificate.
Le località lacuali e le località marine, per questo ponte, si confermano mete apprezzate sia dalla domanda italiana sia dai mercati esteri, anche se i visitatori stranieri sono orientati in particolar modo verso le città d’arte nazionali.
I dati dell’indagine campionaria presso le strutture ricettive sono confermati dalla analisi della disponibilità di camere sui vari portali delle Olta; infatti, in base al monitoraggio del Cst la saturazione dell’Offerta Ricettiva Nazionale Disponibile Online per il ponte del 2 giugno (3 notti) dovrebbe attestarsi a circa l’80%, con punte più elevate per le località balneari e lacuali.
La tendenza positiva della domanda turistica è attesa in tutte le aree del Paese, con valori percentuali più alti nel Nord Est e nel Nord ovest; positivi anche, per questo ponte, i valori del Centro Italia, finalmente in recupero dopo i mesi di calo seguiti alla catastrofe del terremoto.
Dall’indagine emerge un consolidarsi dell’appeal delle località balneari e lacuali italiane, ma anche di quello delle città d’arte, piccole e grandi. A farla da padrone sono le località balneari dove si rileva un tasso di occupazione delle camere disponibili online superiore al 90%; dati importanti anche per alcune località lacuali che si aggirano intorno ad un tasso di occupazione fra l’85% ed il 90%.
Anche le città d’arte, soprattutto – ma non solo – le più grandi, si rileva un tasso di occupazione delle camere fra l’80 e l’85%, con punte in alcune città che superano il 90%. Bene anche Roma, dove risultano già riservate l’83% delle stanze rese disponibili sui portali web.
Liguria e Toscana sono anche le regioni che registrano le percentuali più elevate di camere già riservate, con un tasso di occupazione intorno al 90%.
Seguono, nella classifica delle regioni più prenotate, Campania, Friuli e Veneto. Il Centro Italia, invece, continua a scontare gli effetti del sisma: nonostante il miglioramento rispetto ai ponti precedenti ed al primo trimestre dell’anno, Molise e Abruzzo rimangono fanalino di coda, con tassi di occupazione del 58 e del 59%.
“I dati dell’indagine a livello nazionale – commenta Vincenzo Peparello – responsabile area turismo regionale e locale Confesercenti- rispecchiano anche l’andamento delle prenotazioni e del potenziale di utilizzo delle camere nel Lazio e nella provincia di Viterbo dove la maggior concentrazione di movimento si registra sulla costa marina ma vanno bene anche le nostre località lacuali con in testa il lago di Bolsena e quello di Vico.
Bene anche le città d’arte – non solo Roma – ma anche le realtà delle città d’arte minori. Per la provincia di Viterbo la stessa Civita di Bagnoregio per gli escursionisti mentre Bolsena e Viterbo per le presenze nelle strutture ricettive alberghiere e extra-alberghiere.
Quest’anno – conclude Peparello – i ponti sono stati una grossa boccata d’ossigeno per le imprese turistiche anche per quelle complementari.
Tuttavia, questi non bastano a recuperare fatturati persi negli anni scorsi e, in generale, occorre ormai pensare ad una programmazione e ad un’offerta di turismo tutto l’anno.
Sarebbe poi auspicabile che enti locali e imprese approfittassero di questi momenti favorevoli per puntare su città e servizi all’altezza delle aspettative dei clienti ricordandosi che ciò rappresenta a tutti gli effetti la nostra cartina al tornasole”.
Confesercenti Viterbo
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