Bari – Riceviamo e pubblichiamo – Lo scorso fine settimana la Scuola forense della Tuscia si è recata a Bari dove si è disputata una gara di retorica tra le scuole forensi d’Italia, organizzata dalla Scuola forense barese.
Viterbo ha partecipato per la prima volta a questa manifestazione, che consiste in una serie di processi civili e penali simulati nei quali gli allievi delle scuole – praticanti avvocati – difendono la posizione dei loro assistiti attraverso delle arringhe che seguono lo schema classico dell’orazione.
Il torneo, giunto alla sua terza edizione, ha il nome suggestivo di “Scacco d’atto”. Viterbo, pur essendo alla sua prima esperienza, si è comportata brillantemente, piazzandosi tra le migliori posizioni.
La squadra viterbese, composta dai praticanti avvocati Simone Cima e Fabio Meloni per gli incontri relativi al diritto civile e Giuseppe Gianì per quelli penali, è stata accompagnata dal direttore della scuola e da alcuni docenti, che hanno supportato i tirocinanti.
La Scuola forense della Tuscia è già attiva da circa 20 anni presso l’Ordine degli avvocati di Viterbo. Quest’ultimo ha sempre dimostrato una particolare attenzione ai temi della formazione della classe forense, anticipando il legislatore nazionale che solo di recente ha stabilito l’obbligo di frequenza della scuola per i praticanti avvocati.
Il presidente dell’Ordine degli avvocati, Luigi Sini, e il direttore della scuola, Stefano Brenciaglia, ringraziano per l’impegno profuso i ragazzi che hanno partecipato alla manifestazione ed i Colleghi, docenti e tutors, che hanno contribuito con il loro impegno al raggiungimento di questo importante traguardo.
Stefano Brenciaglia
Direttore della Scuola forense della Tuscia
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