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L’Irriverente

Tedeschi, serafici e gesuiti…

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Dovrebbe essere stato il conterraneo Bonaventura ad ispirare, su Tusciaweb, l’articolo, in verità molto documentato e comprensibile, sul funzionamento del sistema elettorale tedesco, con percentuali, proporzioni, maggioranze e riparti.

Infatti, la firma è “Doctor Seraphicus”, l’appellativo del santo di Bagnoregio cui Dante, nella Divina Commedia, affida il compito di svelare debolezze e corruzioni del suo ordine di recente istituzione ma già afflitto dai mali che ogni organizzazione sociale, compresi i partiti, subito sa procurarsi.

L’ordine era quello dei democratici francescani, contrapposto a quello meno povero dei domenicani.

Inoltre, Bonaventura era pure un grande esperto di numeri, a ognuno dei quali affidava un significato mistico. Quale nome de plume, migliore, dunque, del suo, dietro cui immaginare il vero autore (il direttore Galeotti?) che illustra puntuale, matematico e pure politico come si governano la Germania?

Per di più, il giorno dopo che la Merkel, ha avvertito che contro il ciclone Trump l’Europa non può che essere a trazione tedesca. Più di adesso: saranno patate per tutti e qualche svago con Lilì Marlen. Intanto, però, tutti al voto con lo stesso sistema. Quello di Bonn.

Anche ammesso che la traduzione italiana del testo sarà fedele, si troverà però il modo per darne un’interpretazione meno grigia e più a mandolino e ‘o sole mio. E sarà un bene. Perché una qualche clausola di salvaguardia, stavolta a favore, dovremo pure trovarla e Frau Angela sa bene che noi con i numeri – fosse solo il gioco delle tre carte – ci sappiamo fare.

Staremo comunque a vedere per poi confrontare la chiara esposizione del nostro doctor Seraphicus, con la legge in Gazzetta dopo il 7 (???) luglio.

Intanto, però, da buona anima di antica tradizione cattolica, l’autore dell’articolo, pur tra i cieli in movimento della mistica dei numeri, guarda al basso, molto in basso, qui da noi e ipotizza cosa ci accadrà. Semplice, un due meno uno più uno, sempre due e così, anche alla tedesca, il risultato del potere resterà immutato.

Scrive infatti di un vicesindaco deputato e di un deputato Priore. Ma ci voleva, per questo, il sistema elettorale tedesco? Senza scomodare i Gattopardi, bastava pensare all’eternità della organizzazione storico religiosa che dettò leggi che nessuno liberale o marxiano – figuriamoci solo modestamente popolare – riuscirà a cambiare.

“Doctor Seraphicus”, perciò, firma giusta e gesuiticamente da tener a mente!

Renzo Trappolini


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4 giugno, 2017

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