Viterbo – Il silenzio. Perché a volte delle parole non c’è bisogno. La luce. Quella di centinaia di fiaccole. Segno di speranza.
Viterbo ha ricordato così Paolo Borsellino, ucciso 25 anni fa nella strage di via D’Amelio.
Una fiaccolata lungo il centro storico in una notte d’estate. Pochi minuti. Ma bastano per lasciare un segno.
– Multimedia: video – Fiaccolata in ricordo di Paolo Borsellino
In tanti hanno partecipato all’iniziativa. Le fiaccole sono trecento, ma non sono sufficienti per tutti. Molti rimangono senza.
Lungo la strada diverse persone si fermano. Qualcuno chiede il perché. Poi si ricorda. Oggi è il 19 luglio. E la mente ritorna a quel giorno. A quell’edizione straordinaria del telegiornale. Quelle immagini. Tremende.
Ricordi che oggi fanno meno male. Perché: “Paolo vive”. Come ricorda lo striscione che apre il corteo. Che parte da piazza del Teatro, passa lungo via Marconi, sale in via Ascenzi, per illuminare piazza del Comune.
All’iniziativa voluta dai giovani di Fratelli d’Italia hanno aderito cittadini, esponenti politici.
In prima fila diversi sindaci. Sergio Caci (Montalto di Castro), Alessandro Romoli (Bassano in Teverina), Fabio Bartolacci), Antonio Porri (Vasanello), Francesco Di Biagi (Latera), Massimo Bambini (San Lorenzo Nuovo), insieme ad altri loro colleghi.
Da via san Lorenzo, la fiaccolata arriva al duomo. Al centro della piazza, una bandiera tricolore.
Dal microfono, risuonano le parole di Borsellino. “Credo ancora profondamente nel lavoro che faccio e so che è necessario che io lo faccia”.
In fondo alla piazza, uno striscione della comunità Mondo Nuovo.
La sua immagine insieme a quella dell’amico Giovanni Falcone. E una frase: “Le loro idee camminano ancora sulle nostre gambe”.
Giuseppe Ferlicca
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