Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Notoriamente l’asse politico/economico della città della ceramica è sempre stato sbilanciato in una zona ben precisa, topograficamente parlando, a discapito del centro storico. Una linea urbanistica nota ne ha sempre segnato i confini: il ponte Clementino.
Questa situazione nata magari per necessità oggettive per certi versi, come lo sviluppo demografico e l’occupazione di aree edificabili libere, è sprofondata diabolicamente nella palude dell’opportunismo politico di sinistra. Le energie impiegate in senso lato (progetti, uffici, centri commerciali, attività ludiche, palazzine di cooperative, centri per attività sportive e sociali, manifestazioni) e le risorse economiche sono state impiegate lì a senso unico.
Pertanto abbiamo una città di serie A: la zona nuova e una di serie B: il centro storico e, non c’è due senza tre, una di serie C: le periferie.
Facciamo alcuni esempi concreti significativi : basterebbe notare l’attenzione delle cure per i giardini lungo via San Gratiliano, piazza della Liberazione, centro commerciale Marcantoni (dove l’acqua usata per irrigare addirittura crea il muschio per quanta se ne usa nonostante l’ordinanza fatta recentemente dal sindaco sul gestire le risorse idriche con parsimonia pena per i cittadini multe ingenti) e paragonarli con il degrado e il “deserto” che si trova nel resto della città (tutto secco con sporcizia, erbacce) da noi denunciati più volte nei giorni passati (giardini in via Gramsci, località La Penna, area sportiva a Priati).
Dulcis in fundo il bando: “Adotta una area verde” copiando una nostra idea che fu invece disprezzata. La nostra proposta in tempi non sospetti era di coinvolgere i privati nel progetto di tutela del decoro cittadino sgravando l’impegno economico con pubblicità o altre agevolazioni. Il progetto era: “Adotta un’aiola” ritenenuto da parte loro improprio. Magari sarebbe servito all’epoca a prevenire il disastro odierno dato che questa amministrazione ha dimostrato di essere incapace in tal senso.
Tuttavia l’assessore Contessa ci ha accusato di non aver mai fatto proposte concrete mentre invece usano le nostre idee, facendole loro secondo gli umori del giorno e delle loro necessità del momento. No comment. Questa farsa va avanti da sempre, da decenni, canalizzata da motivazioni politiche ben precise, atte ad esaltare uno status quo (quello della pseudo sinistra nostrana o quel che ne rimane: si tutelano gli immigrati che “vengono dal mare” e si toglie il lavoro ai nostri concittadini grazie alla politica renziana dell’ accoglienza) che ha sempre avuto il suo centro nella sezione dell’attuale Pd in via San Gratiliano.
Non c’è pertanto da meravigliarsi che il centro storico stia subendo da sempre una lenta ed inesorabile eutanasia. Sono state fatte delle scelte politiche assai discutibili e pertanto, oggi, se ne conoscono i risultati e anche i responsabili. Ma a questa amministrazione non interessa il giudizio del popolo perché lo gestisce (panem et circenses: un buon carnevale assicura sempre una nuova rielezione) appiattita tenacemente su questa direzione e lo ha dimostrato con altri atti concreti: totale abbandono delle problematiche del centro storico: aree verdi abbandonate (giardino Baden Powell, giardini dell’Unita d’Italia, piazza Marconi, ex orto Di Miretto, belvedere Faleri Veteres, area giochi de la Penna, slargo via degli Etruschi etc), addirittura incontrastata presenza di ratti (e negando la nostra richiesta di derattizzazione straordinaria, ridicolizzandola affermando che i ratti tanto ci saranno sempre quindi sarebbe inutile), l’ormai noto degrado urbano, arrivando addirittura a fregarsene del decoro del nostro tricolore esposto sugli edifici pubblici e scuole qui presenti (per noi vero e proprio possibile vilipendio alla bandiera nazionale con altra interrogazione comunale).
Doveroso anche ricordare la recente polemica che vede coinvolto il “boschetto” per una esposizione canina ove sembrerebbe che l’assessore all’Ambiente abbia interpretato a suo modo un regolamento comunale che se rispettato non avrebbe dovuto permettere tale manifestazione in quel luogo, ma in altre aree più idonee per lo scopo come i dog park.
Siamo davvero senza parole. Questa maggioranza fa quel che più le garba senza se e senza ma. Inoltre penalizzazione della fruibilità del centro storico con assenza di parcheggi adeguati e invece un fiorire incessante di strisce blu ossia dei parcheggi a pagamento. A Civita Castellana non esistono più le linee bianche. Si risolve così il problema? Il proliferare di multe è la soluzione oppure una politica più oculata di accessibilità intelligente al centro storico sarebbe preferibile?
La piazza principale della città, piazza Matteotti, sede del Comune, abbandonata a se stessa (senza contare lo stato pietoso cui versa la sua facciata che è tutta da rifare) con l’idea di sviluppare un progetto di ristrutturazione in contrasto con quanto auspicato da quei commercianti che ancora hanno lì le loro storiche attività commerciali e gran parte dei residenti.
Una storica fontana nel giardino Baden Powell deturpata da un “trampolino” in marmo che dovrebbe essere la base di una statua. L’assessore responsabile in preda a deliri politici di onnipotenza non accetta neanche la critica dei cittadini e difende tout court l’arte come se qualcuno non la apprezzasse a prescindere e fossimo tutti incapaci di intendere e volere. Oltre al danno, la beffa è difendere un’opera che ancora non c’è e che dovrebbe essere accettata a priori perché “ipse dixit” un atteggiamento poco incline a tener conto dei bisogni e alle riflessioni dei cittadini (senza aggiungere quante ne direbbe Sigmund Freud di chi si comporta così) con cui ha contraddistinto in questi anni la sua attività in amministrazione.
Ci sarebbe da dire tanto altro e di certo lo faremo in avanti perché non mancheranno occasioni. Alla luce di quanto esposto possiamo affermare senza timore di smentita che questa amministrazione è capace solo di mistificare e millantare gli avversari, è incapace di confrontarsi democraticamente anzi non vuole affatto farlo, ma vuole solo imporre scelte non condivise e lontane da ciò che vogliono i cittadini.
A Civita Castellana di fatto è finita la democrazia ma non è morta la speranza che le cose possano cambiare. Una maggioranza che non ha più la lucidità politica e la capacità amministrativa per governare, farebbe bene a dimettersi per rispettare così i principi del buon governo. Al momento questa “Armata Brancaleone” fa solo ridere ma se continua così farà piangere per gli innumerevoli danni che sta arrecando alla città.
Domenico Parroccini
Silvia La Bella
Forza Italia Civita Castellana
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