Vignanello – Salvato dal fisico robusto. Non un tipo mingherlino, come descritto dalla cassiera di un negozio di abbigliamento di Vignanello. La donna, vittima di una rapina da parte di una coppia di banditi il 5 febbraio 2011, ai carabinieri disse che l’uomo era magro.
È stata invece condannata a un anno e otto mesi la compagna, trovata in possesso di un bottino di appena 16 euro e 9 centesimi in monete, ma riconosciuta senza ombra di dubbio come la femmina che aveva preso parte al colpo, spintonando e facendo cadere a terra la cassiera che cercava di bloccarli.
A distanza di oltre sei anni, sono stati giudicati ieri dal giudice Silvia Mattei. I due, entrambi italiani, sono stati catturati dai carabinieri mentre da corso Matteotti cercavano di scappare verso la stazione. Accovacciati a terra, la donna stava raccogliendo gli spicci. La cassetta dei soldi sottratta dalla cassa, spintonando la commessa che cercava di bloccarli, è stata inveve rinvenuta tra i binari.
Solo la donna è stata riconosciuta con certezza dalla vittima. Stessi tratti somatici e stesso bomber marrone della rapinatrice. L’imputato invece sarebbe apparso troppo robusto e non mingherlino come il complice entrato nel negozio per mettere a segno il colpo.
Assolto. A lei un anno e otto mesi per una rapina impropria da nemmeno 17 euro.
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