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Fabrica di Roma - Dolore e commozione ai funerali del discontinuo stroncato da un malore - Il ricordo di don Terzilio: "Con lui c'era sempre allegria"

La bara di Giuliano scortata dai vigili del fuoco…

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Giuliano Lipperi

Giuliano Lipperi

Fabrica di Roma - I funerali di Giuliano Lipperi

Fabrica di Roma – I funerali di Giuliano Lipperi

Fabrica di Roma - I funerali di Giuliano Lipperi

Fabrica di Roma – I funerali di Giuliano Lipperi

Fabrica di Roma - I funerali di Giuliano Lipperi

Fabrica di Roma – I funerali di Giuliano Lipperi

Fabrica di Roma - I funerali di Giuliano Lipperi

Fabrica di Roma – I funerali di Giuliano Lipperi

Fabrica di Roma - I funerali di Giuliano Lipperi

Fabrica di Roma – I funerali di Giuliano Lipperi

Fabrica di Roma - I funerali di Giuliano Lipperi

Fabrica di Roma – I funerali di Giuliano Lipperi

Fabrica di Roma – I vigili del fuoco rendono onore a Giuliano Lipperi, giovane pompiere scomparso a soli 39 anni. Forse per un malore. Sarà l’autopsia a dirlo.


Multimedia: video – I funerali di Giuliano Lipperi


Giuliano se ne è andato prematuramente, e questa è la sola verità che ha risuonato per tutta la durata del funerale, celebrato oggi nella chiesa di san Giovanni Battista in Laterano a Fabrica di Roma, dove Giuliano era cresciuto. Attorno a lui, un intero paese, la sua famiglia, chi gli ha voluto bene.

A chiudere il perimetro della bara il picchetto dei vigili del fuoco. In alta “uniforme”. Fermi e in piedi, come in sua difesa, per tutta la messa. Con il casco in testa. La divisa degli interventi, quella che si usa in mezzo al fuoco e alle macerie. Fuori un’autocisterna e alcuni fuoristrada, mezzi di lavoro anche per Giuliano. Ci sono pure i sindaci di Fabrica e Civita Castellana, Mario Scarnati e Gianluca Angelelli.

La chiesa è piena. Fuori fa caldo. Sono almeno 35 gradi, alle quattro del pomeriggio. Don Chicco, così lo chiamano affettuosamente i compaesani (si chiama don Terzilio Paoletti), legge dal Vangelo il miracolo della risurrezione di Lazzaro. “Per nessuno è facile parlare in questi momenti”, ha detto il sacerdote. “Soprattutto quando si tratta di una persona che conoscevo bene. Quando mi hanno detto che Giuliano era morto, all’inizio non ho capito subito. Perché per nome io non ce l’ho mai chiamato. L’ho sempre chiamato ‘chef’ o ‘cheffone’. Dove c’eri tu c’era sempre allegria. Con la capacità di portare una parola buona per tutti. In ogni circostanza”.

Una persona amata da tutto il paese. “Non è possibile trovare una persona – ha sottolineato don Chicco – che non gli abbia voluto bene. Un uomo dalla generosità straordinaria. Senza se e senza ma”.

Giuliano entra nei vigili del fuoco a partire dal servizio di leva. Ed è da questo punto che nasce l’amore per l’intero corpo. Una vocazione. E Giuliano ha voluto farne parte. Come “discontinuo”, all’interno dei vigili del fuoco. “E ha vissuto tutto questo con amore e dedizione”, hanno evidenziato i vigili presenti. E anche quando ha trovato un lavoro in fabbrica, al datore ha detto subito che se i pompieri lo avesso chiamato in servizio, in qualsiasi momento, lui sarebbe andato. Puro spirito di servizio. E si è messo d’accordo con il datore di lavoro.

Giuliano aveva “una grande attenzione” per il paese. “Un paese di giovani da rilanciare”. È il calendario che Giuliano Lipperi ha realizzato tempo fa. “Voi penserete che abbiamo detto un mare di cavolate – ha scritto Giuliano nel calendario -, ma nulla è impossibile. Basta provarci e soprattutto crederci”. A dargli l’ultimo saluto la sirena dei vigili e un lungo applauso. “Questo era Giuliano – ha concluso don Terzilio Paoletti -. Una persona per tutti”. “Perché la stima e l’affetto non la si compra, ma la si acquista. Come l’ha acquistata Giuliano”.



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11 luglio, 2017

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