Viterbo – L’inchiesta Mafia capitale diventa un gioco da tavolo.
Si chiama Caput mundi e a realizzarlo è Davide Titocchi, un avvocato viterbese assieme ad altri colleghi che ne hanno curato grafica e regole.
“Un modo – ha detto Titocchi – per portare alla luce i meccanismi che caratterizzano criminalità e corruzione”. Il gioco è pronto, “stiamo solo cercando una casa editrice che abbia il coraggio di pubblicare il format”.
“Abbiamo provato a riprodurre fedelmente in un gioco da tavolo il sistema di corruzione e criminalità che affligge Roma – prosegue l’avvocato viterbese -. Da gioco di società a gioco della società, di quella criminale e corrotta che attanaglia la città eterna. Una dissacrante e realistica simulazione del cosiddetto ‘sistema’”.
Il gioco è ambientato in una Roma popolata da loschi individui raffigurati come allegorici animali antropomorfi. Bande criminali si fronteggiano con strategie di stampo mafioso per aggiudicarsi il potere sulla città attraverso spaccio, prostituzione, furti, strozzinaggio, appalti truccati, speculazione edilizia e riciclaggio.
Cinque bande criminali (Borghese, Brigata, Batteria Romana, Giostrai e Clan dei clan) con altrettanti boss che si spartiscono la città eterna. Vince chi diventa il “capo” più “rispettato” e temuto. I criminali possono anche contare sulla collaborazione di cinque personaggi corrotti, il Politico, la Dama, il Monsignore, il Cravattaro e lo Zio.
“Caput – spiega Davide Titocchi – è un gioco che potremmo definire di critica sociale e presa di coscienza con una punta di sarcasmo tipicamente romana. Non vuole essere un gioco educativo ma formativo perché contiene elementi di vita reale e di sociologia criminale riproducendo fedelmente la società corrotta che ci circonda.
Si rivolge inoltre a un pubblico adulto che dovrebbe già essere perfettamente in grado di discernere il bene dal male cogliendo la dissacrazione e l’ironia del gioco. Fra l’altro, tra i giochi da tavolo più venduti di sempre ci sono il Monopoli che trasforma i piccoli giocatori in affaristi senza scrupoli che mirano al monopolio cimentandosi in plusvalenze immobiliari e ipoteche e il Risiko, gioco che incita invece alla guerra senza spiegarne le motivazioni politico-economiche”
I giocattoli, disse una volta lo scrittore argentino Alberto Manguel sono il “tentativo di comprendere il mondo”. “Caput Mundi – conclude Titocchi – è allora l’occasione per capire appieno la ‘terra di mezzo’”.
Daniele Camilli
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY