Viterbo – Cornuti e mazziati perché abbiamo fatto tutto da soli. E’ stato infatti il governo italiano a firmare il patto leonino con quelli di Bruxelles per cui nel Mediterraneo possono circolare le navi di tutti, raccogliere quanti più africani possibile ma, anziché prendersene cura, sbarcarli esclusivamente da noi in cambio di misera regalia.
Però, con i numeri non si scherza e i migranti ormai raggiungono le centinaia di mila mentre spingono per venire altre centinaia ma di milioni, che pur in condizioni subumane, dalla Libia in giù, hanno visto in internet e tv quanto spendiamo in cibo per cani e gatti mentre a loro un euro e mezzo deve bastare un giorno.
Molti, negli anni precedenti, avevano detto e scritto, anche su Tusciaweb, che di là dal mare ci sono popoli in crescita demografica (noi diminuiamo), giovani (noi invecchiamo), sfruttati da dittatori (e chi, in occidente e pure in oriente, li protegge), pressati da chi promette il bengodi tv, ne rapisce i risparmi e poi li lascia a bivaccare sulle nostre strade senza dignità.
Lo Stato li sparge ora su tutto il territorio nazionale a non far niente, incapace, dopo essersi fatto male da solo pretendendone l’accoglienza in esclusiva, di considerarli persone e renderceli utili.
Un discorso delicato, questo, certo. Se non inserito in un progetto pubblico – come erano una volta i cantieri-scuola-lavoro del dopoguerra – rischia infatti di agevolare il perverso obiettivo di un estabilishment economico (si dice così della cupola che regola finanza, produzione e consumo mondiali) di innescare una guerra tra poveri per abbassare il costo del lavoro e far aumentare i dividendi del grandissimo capitale.
Lo Stato-Pilato scarica dunque sui sindaci la responsabilità di provvedere in comuni dove le strade sono dissestate, gli incendi si moltiplicano d’estate e – dice Zingaretti – non si fa neanche lo “sfalcio” dell’erba, dove d’inverno si allagano le case, crollano i ponti perché cunette ed argini dei fiumi non ci sono più, dove il verde scolora e gli edifici pubblici deperiscono .
Una domanda, allora: visto che i migranti, quelli che sono qui, non è facile rimpatriarli, perché non dare proprio ai sindaci la possibilità, con un nuovo Piano Marshall nazionale, di utilizzarne energie di lavoro e intelligenza (in genere chi viene parla già l’inglese e può imparare l’italiano ) per attività di pubblica utilità con remunerazione che tiene conto dei servizi loro dati?
Se no, prima o poi le loro rivolte individuali, che ci sono e sono spesso cruente, diventeranno collettive. Una guerra civile in bianco e nero e, magari, vista la nostra la classe politica, con un vincitore “nero” che forse ci riporterebbe all’ordine e alla ragione.
Scenario non impossibile specie se gli altri europei – come hanno cominciato a fare gli austriaci – ci lasceranno soli accusandoci pure. Così, cornuti e mazziati.
Renzo Trappolini
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