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Lettere - Viterbo - Scrive Fabio Brunetti

“Personale ospedaliero, molto più di una vocazione professionale”

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Viterbo - Il corpo A3 dell'ospedale di Belcolle

Viterbo – Il corpo A3 dell’ospedale di Belcolle

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quando la sanità non è un caso.

Già da qualche tempo la sanità italiana sembra essere stata risucchiata in un vortice mediatico senza ritorno che spesso e volentieri si focalizza su isolati eventi negativi per poi diffondersi a macchia d’olio sull’opinione pubblica, facendone così una piuttosto scorretta generalizzazione.

Molti troveranno strano questo mio intervento, ma è giusto che io, tramite questo canale quale può essere la vostra redazione, possa in qualche modo sfatare il mito oscuro della cattiva sanità ivi raccontando la mia esperienza.

Il 14 giugno scorso mia moglie è stata ricoverata presso l’unità operativa di Chirurgia d’urgenza dell’ospedale Belcolle di Viterbo. Qui ho avuto modo di conoscere persone che mi hanno fatto comprendere quanto far parte del personale ospedaliero sia molto più di una semplice vocazione professionale: è un modo di pensare all’altro, di vivere.

Mi riferisco quindi a tutti quelli che in quei delicatissimi momenti si sono presi cura di mia moglie, in particolar modo alla dottoressa Rosa Maria Malerba, che quel giorno era di turno al pronto soccorso, al dottor Antonio Bovino e al dottor Bengasi Battisti che, insieme alla loro equipe, hanno svolto un delicato intervento.

Non sono un medico per cui non mi permetto di giudicare il loro operato (che comunque, dal mio punto di vista, reputo perfettamente riuscito), ma tengo ad evidenziare la disponibilità dimostrata e soprattutto la serenità con cui ci hanno fatto vivere questo particolare momento.

Talvolta anche una parola di interesse, all’interno dell’asetticità di un ambiente quale può essere quello di un ospedale, può cambiare il corso delle cose.

Per questo, non è un caso se credo che dovrebbero tutti trovare mani come le loro a cui affidarsi; non è un caso se penso che questo possa essere utile a spiegare quanto c’è di buono in quelle persone che vigilano sulle vite umane. Perché la sanità non deve essere un caso. Mai.

Esprimo quindi a queste straordinarie persone, anche a nome della mia famiglia, gratitudine e riconoscenza.

Fabio Brunetti


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7 luglio, 2017

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