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Viterbo - La proposta presentata dall'Usb

“Riforma Dsm, bisogna ripartire dalle equipes”

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Viterbo - Aurelio Neri, sindacalista Usb

Viterbo – Aurelio Neri, sindacalista Usb

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’Unione sindacale di base di Viterbo ha presentato presso la sala convegni Carmelo Calabresi dell’Usb, la proposta di riforma dei servizi psichiatrici della Asl di Viterbo.

L’iniziativa prende spunto dal tavolo di confronto per la riforma dei servizi psichiatrici, istituito in Regione Lazio su iniziativa del presidente Zingaretti.

Al tavolo di confronto sono stati invitati solo i direttori dei dipartimenti di salute mentale del Lazio,escludendo associazioni, sindacati e anche la consulta regionale per la salute mentale. Una scelta limitante che puo’ pregiudicare il risultato del tavolo stesso.

Tra l’altro, dopo cinque mesi dalla sua isituzione, non si conoscono né i risultati né le linee di indirizzo che si stanno delineando. Per questo l’Unione sindacale di base di Viterbo in collaborazione con l’Associazione 13 maggio ha elaborato un proposta di riforma dei servizi psichiatrici che e’ stata presentata agli operatori, alle associazioni ed ai cittadini.

Erano presenti all’incontro le associazioni che fanno parte della consulta dipartimentale del Dsm di Viterbo, l’Afesopsit, Psichiatria democratica, l’Associazione 13 maggio, La cittadella dellasolidarieta’ della parrocchia di Villanova, il Centro Studi e Documentazione Don Pietro Innocenti.

Per le forze politiche erano presenti Patrizia Berlenghini del Movimento Democratici e Progressisti ed Ivano Peduzzi Del Partito per la Rifondazione comunista.

Il documento ha messo in luce la necessita’ di rimodulare i servizi psichiatrici, secondo le nuove emergenze della psichiatria che oggi vede esplodere i disturbi di personalita’ e la diffusione delle sostanza da abuso, spesso collegate in un unico assetto psicopatologico.

Per questo riteniamo opportuno realizzare un unico dipartimento della sofferenza psichica dove sia presente anche la neuropsichiatria infantile ed il Serd, così da poter relizzare progetti terapeutici che rispettino la continuita’ esistenziale tra adolescenza e giovinezza. Il Dsm di Viterbo sta cercando di affrontare questi temi in modo organico, infatti sono stati elaborati con L’Universita’ “La Sapienza “di Roma dei progetti dedicati ai disturbi personologici ed alle sostanze da abuso, agli esordi psicotici,ed alla sofferenza psicologica delle donne nel delicato momento della gravidanza e del parto.

Ci sono pero’ delle scelte gestionali che vanno nel senso opposto. La neuropsichiatria, per misteriosi motivi, in un primo momento accorpata al Dsm, all’improvviso è stata collocata nel settore del disabile adulto.

Altro recente colpo di scena, due mesi fa, con un semplice ordine di servizio, una figura professionale fondamentale del Dsm come lo psicologo, e’ stato collocata presso un’altra unita’ operativa esterna al Dsm, producendo confusione dal punto di vista gerarchico, operativo e progettuale. La nostra organizzazione sindacale ha naturalmente impugnato il suddetto ordine di servizio.

Quel che e’ peggio pero’ e’ il progressivo smantellamento delle equipes territoriali. I Dipartimenti di Salute Mentale infatti, sono, dalla loro nascita  organizzati in equipes costituite da uno psichiatra, uno psicologo due infermieri ed un assistente sociale.

La sofferenza psichica puo’ essere affrontata infatti solo con un intevento multidisciplinare, come e’ stato ribadito dall’ultimo piano psichiatrico nazionale.Da noi, invece, assistiamo da tempo alla progressiva perdita di psichiatri, infermieri, psicologi ed assistenti sociali senza una adeguata e conseguente sostituzione.

Equipes frantumate ed incomplete sono costrette ad affrontare una sofferenza psichica sempre piu’ complessa con crescente difficolta’.

Le nuove figure prefessionali che da tempo dovevano entrare a far parte del personale del Dsm come i tecnici della riabilitazione psichiatrica e gli educatori, solo con difficolta’ed in modo discontinuo hanno trovato la loro collocazione.

La stabilizzazione dei lavoratori, precari da decenni, e’ ancora lenta, contraddittoria e tortuosa. Tutto questo rischia di smantellare completamente i servizi psichiatrici piuttosto che riformarli.

Riteniamo quindi che il primo passo per la riforna del Dsm e’ ripartire dalle equipes, rocostituendole nella loro completezza e ridare la centralita’ operativa e territoriale ai Centri di Salute Mentale.

L’Usb continuera’ il confronto con le realta’ istituzionali e consegnera’ la propria proposta alla Consulta regionale per la salute mentale ed ai consiglieri Regionali piu’ sensibili alle problematiche della soffernza psichica.
 
 Unione Sindacale di Base – Dipartimento Sanità
 Responsabile Aurelio Neri


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8 luglio, 2017

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