Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – “Il mondo è bello perché è vario”, recita un vecchio adagio. Sicuramente non è condiviso da chi vorrebbe che tutti la pensassero allo stesso modo, in caso contrario sei considerato un qualunquista, un populista, un mistificatore, un demagogo, o qualsiasi altro aggettivo la maggioranza possa usare per attaccare chi cerca di far luce su quello che non va nel nostro paese.
Sicuramente tra le situazioni che vanno risolte, non con la ormai consolidata politica del “si fa quel che si può” di chi questo paese lo amministra, c’è quella dell’immigrazione.
Questa richiama sicuramente una discussione approfondita che deve abbracciare necessariamente un discorso nazionale e internazionale, ma vorremo ricordare al sindaco Angelelli che parlare con superficialità di un problema cosi complesso solamente per far vedere che si conosce l’argomento rischia di essere un “autogol” per la sua squadra di Governo (usiamo Governo perché lui si sente presidente del Consiglio quando afferma che “stava solamente facendo una sua considerazione sul piano nazionale”).
Considerare gli immigrati come la nostra “risorsa più importante”, quasi come se fosse una “manna dal cielo”, rimanendo in tema di “segnali divini” (cosi come quelli richiamati dal sindaco in consiglio), non è riuscito neanche ai “più grandi politici” che stanno dando oggi le soluzioni nazionali a questo problema.
Come si può pensare che la soluzione a tutto questo sia quella di considerarli come coloro che risolveranno il nostro “problema demografico”?
È molto semplice ora dire che tutto questo non è stato detto. Il sindaco forse è distratto anche quando ripensa a ciò che dice e non solo quando si pronuncia, sarà forse perché invece di ascoltare i consiglieri quando fanno i loro interventi vaga per la stanza del consiglio senza una meta? Anzi no, guarda fuori dalla finestra.
Per fugare ogni dubbio siamo dell’idea che magari si possano riprendere le registrazioni del consiglio comunale (sempre che i microfoni funzionino) per far chiarezza sul passato, ma per il futuro non ci resta che invitare tutti a partecipare alle sedute del consiglio cosi che ci si possa da soli rendere conto che oltre al non sapere cosa si dice, si è passati al fare anche delle “pessime battute”.
Domenico Parroccini
Silvia La Bella
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY