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Estate - Avvistato nel porto di Talamone - Il centro studio: "Potrebbe esserci una nursery al largo delle coste" - Un mese fa una verdesca di 2 metri ha azzannato un giovane nelle acque di Montalto di Castro

Squaletto nell’Argentario

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Orbetello - Lo squalo nel porto di Talamone

Orbetello – Lo squalo nel porto di Talamone

Orbetello - Lo squalo nel porto di Talamone

Orbetello – Lo squalo nel porto di Talamone

Montalto di Castro - Lo squalo che ha azzannato il pescatore 27enne

Montalto di Castro – Lo squalo che ha azzannato il pescatore 27enne

Orbetello – Riceviamo e pubblichiamo – Il Centro studi squali di Massa Marittima, membro dell’Osservatorio toscano sulla biodiversità e collaboratore Arpat Toscana, conferma che si tratta di un giovane esemplare di Verdesca, noto anche come squalo blu, quello avvistato domenica 9 luglio nel porto di Talamone, in Maremma, e fotografato da Juri Catone vicino alla sua barca. L’esemplare, di una lunghezza approssimativa stimata intorno ai 50 centimetri, girava tranquillamente nelle acque del porto.

Gli eventi di avvistamenti di verdesche lungo le coste toscane si fanno più frequenti, senza che questo debba destare alcuna preoccupazione vista la estrema tranquillità di questi animali che rapidamente si allontanano dopo aver magari cercato di catturare qualche pesce in branco. Anzi, si consiglia di non disturbarli, se presenti in prossimità di spiagge, ma lasciare che tranquillamente si allontanino, per evitare che stressandosi e fuggendo velocemente possano accidentalmente danneggiarsi urtando oggetti sul loro passaggio.

E’ presumibile, sebbene da verificare con adeguati monitoraggi, la presenza di aree di nursery al largo delle coste toscane.

Una interessante curiosità, le verdesche sono dotate di membrana nittitante, come tutti i carcarinidi con la quale proteggono gli occhi. Sono animali diffusi in tutte le acque del globo, possono raggiungere anche i 3 metri di lunghezza, producono piccoli già completamente formati e capaci di cavarsela da soli appena nati. Non si riportano casi di attacco in Mediterraneo da parte di questa specie negli ultimi decenni. Non si tratta di animali protetti, anche se è necessario approfondirne sempre di più la conoscenza da un punto di vista ecologico, per permettere che le popolazioni locali possano restare costanti.

Direzione Centro studi squali


Il precedente del 28 maggio, nelle acque di Montalto di Castro. L’articolo è già stato pubblicato il 31 maggio.


Montalto di Castro – “Lo squalo mi ha attaccato all’istante. Mi ha azzannato al braccio, facendomi perdere molto sangue. Poi sono svenuto”. Lorenzo Posati racconta l’insolito incidente di cui è stato vittima. Una tragedia sfiorata, intorno alle 11 di domenica, a dieci chilometri dalla costa, nel mare di Montalto di Castro.

Lorenzo, 27enne di Amelia appassionato di pesca sportiva, era sulla sua barca insieme a degli amici quando è stato azzannato al braccio da uno squalo lungo due metri. “Cosa avesse abboccato all’amo non l’ho capito subito”. Ma che si trattasse di un pesce grosso l’aveva intuito e come, tanto da prendere il cellulare e iniziare a filmare (il video è poi stato pubblicato sul suo sito pescasubito.com).

“Appena mi sono reso conto di aver catturato una verdesca, ho subito deciso di liberarla. Ma, improvvisamente, mi ha attaccato al braccio”. Per il giovane pescatore sessanta punti di sutura e venti giorni di prognosi. “Ma – precisa – gli squali azzurri non sono pericolosi per l’uomo. L’esemplare che mi ha azzannato, sentitosi minacciato, si stava solo difendendo”.

Lorenzo, cos’è successo domenica?
“Ero al largo di Montalto Marina per una battuta di pesca con un paio di amici. Eravamo partiti da poco dal fiume Fiora quando, a cinque miglia dalla costa, uno squalo ha abboccato casualmente al nostro amo. Non abbiamo capito subito di cosa si trattasse e con il pesce abbiamo combattuto a lungo, fino ad avvicinarlo alla barca. Ma quando ci siamo resi conto che si trattativa di una verdesca abbiamo deciso di tagliare subito la lenza. Ho però commesso un errore, un passo falso che mi ha causato la ferita al braccio”.

Ovvero?
“Per liberare lo squalo mi sono sporto troppo, avvicinandomi eccessivamente all’acqua. Volevo tagliare il filo il più vicino possibile allo squalo, in modo che si potesse liberare facilmente dall’amo e da non stressarlo troppo. Ma la verdesca, sentendosi in pericolo e trattenuta dalla lenza, si è girata improvvisamente, attaccandomi in un istante. Mi ha reciso una piccola arteria, facendomi perdere molto sangue. Per qualche secondo sono svenuto ma, ripresa conoscenza, sono riuscito a far rientrare la barca al porto. Anche grazie ai miei amici, che mi hanno stretto subito una maglia intorno al braccio per tamponare la ferita”.

Arrivato a riva, la corsa in ospedale…
“Mi hanno trasportato al pronto soccorso di Tarquinia dove la ferita è stata disinfettata e ricucita. Ora ho sessanta punti sul braccio, sia all’interno che all’esterno. Ne avrò per venti giorni, ma fortunatamente il morso dello squalo non ha lesionato né tendini né altro”.

Ti era già capitato di pescare uno squalo?
“Pratico pesca sportiva da diverso anni, sono un appassionato e per me è un divertimento. Pesco i pesci, soprattutto tonni, per poi rilasciarli in mare. Ma era già successo, sempre nelle acque di Montalto, che qualche verdesca abboccasse al mio amo. Esemplari più piccoli però rispetto a quello adulto, lungo due metri, che mi ha attaccato domenica. Gli squali azzurri sono in tutto il Mediterraneo. Ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma non sono pericolosi per l’uomo. La verdesca che mi ha azzannato, lo ha fatto perché si è sentita minacciata, messa alle strette. Il suo è stato un istinto animale. Mi ha attaccato solo per difendersi”.

Raffaele Strocchia


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11 luglio, 2017

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