Tarquinia – Palombara Sabina si è stretta intorno allo strazio della mamma e dei fratellini di Alexandru Petrescu, il 20enne inghiottito dalle onde nel mare di Tarquinia.
Multimedia: Il ritrovamento del corpo – Le ricerche del ragazzo disperso – video: Ritrovato il corpo – Le ricerche
Ieri i funerali. Nella chiesa di san Biagio, in piazza IV novembre, nel centro storico del comune romano, c’erano i suoi amici, i suoi compagni, familiari e conoscenti. Tutti con le lacrime agli occhi. Tutti dilaniati dal dolore, per un addio così tragico, improvviso e prematuro.
A Palombara, dove Alex, di origini rumene, era cresciuto, ricordano il 20enne come un ragazzo buono, solare e amato da tutti. “La sua – racconta chi l’ha conosciuto – è una famiGlia discreta, come tante altre. Ben integrata nella comunità”.
Il video del ritrovamento del corpo del 20enne disperso in mare
Una comunità ancora incredula difronte alla tragedia di lunedì sera, a Tarquinia lido. Alex, da pochi giorni in vacanza sul litorale viterbese con gli amici, aveva passato il pomeriggio in spiaggia. Con i quattro dei suoi compagni aveva fatto castelli di sabbia. Poi, tutti sporchi, prima di tornare a casa si sono tuffati in mare per sciacquarsi. Non erano lontanissimi dalla riva, ma la risacca li ha risucchiati e trascinati via. Quel giorno il mare era in burrasca.
Alle 20,30 Alex e due amici di 16 e 18 anni sono in acqua. Ma non riescono più a tornare a riva, e se ne rendono tragicamente conto. Iniziano a chiedere aiuto, e in spiaggia si precipitano decine di persone. Il 16enne e il 18enne riescono miracolosamente a mettersi in salvo, e nel frattempo sul lembo di costa tra gli stabilimenti Tamurè e Mirage arrivano i medici del 118, che li trasportano al pronto soccorso dell’ospedale di Tarquinia.
Ma l’incubo non è finito. Alex è ancora in mare, ormai sott’acqua. Per interminabili minuti, si è aggrappato a una boa. Con tutte le forze. Finché le onde non lo hanno inghiottito.
I primi a tuffarsi sono stati un poliziotto e un carabinieri. Hanno provato a cercare il 20enne nel punto in cui era stato visto l’ultima volta, ma non l’hanno trovato. Il mare era in burrasca. Talmente agitato che il gommone della protezione civile, intervenuto a supporto, non è riuscito neppure a entrare in acqua. E il carabiniere e il poliziotto sono dovuti risalire a riva.
Il video delle ricerche del 20enne disperso in mare
Servono rinforzi. I centralini di Guardia costiera e vigili del fuoco vengono tempestati di telefonate. I soccorritori intervengono con motovedette e moto d’acqua, ma le onde e la corrente troppo forte hanno ostacolato e rallentato i soccorsi.
Le ricerche, nonostante tutto, sono andate avanti per tutta la notte. Per 12, interminabili, ore decine di uomini, con altrettanti mezzi, hanno lottato contro il buio e la potenza dell’acqua. Della Guardia costiera e dei vigili del fuoco, sono entrati in azione anche gli elicotteri per illuminare il mare dall’alto. E dei fari sono stati accesi anche dalla spiaggia.
Ma è stato tutto vano. Alle 8,30 di martedì, il mare ha restituito il cadavere di Alex. A 400 metri di distanza dal punto in cui era scomparso. Sul bagnasciuga dello stabilimento Nando, dove è arrivata anche la scientifica. Il suo corpo, dopo una notte in acqua, era in via di decomposizione. Sulla testa una serie di ferite, compatibili con l’impatto contro gli scogli.
Poi il riconoscimento. Il sostituto procuratore di Civitavecchia che dispone la restituzione della salma ai familiari: Alex è morto per annegamento. Il ritorno, sempre ieri, a casa. Poi l’addio.
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