Viterbo – “Volevamo una Viterbese giovane e ambiziosa. Non ci siamo riusciti per una trattativa scellerata”.
L’avvocato Luca Tilia apre con queste parole la conferenza stampa programmata al Balletti palace hotel di Viterbo: la cessione della Viterbese è ormai tramontata e la cordata romana esce finalmente allo scoperto. Nello stesso momento in cui la vecchia proprietà si appresta a ufficializzare il direttore sportivo Alessandro Luci e l’allenatore Valerio Bertotto.
“In questo momento non ci interessa – spiega l’avvocato – ma ci preme rendere nota, carte alla mano, la trattativa che è andata avanti dal 6 luglio fino a ieri. Io sono il rappresentante legale della cordata, che annovera 13 persone compreso Paolo Cipriani che è solo un omonimo di quello dello Ior.
E’ iniziato tutto con un contratto preliminare di cessione di quote e Piero Camilli ha agito da procuratore di Vincenzo Camilli e Alessandro Paris, proprietari della Viterbese Castrense. Fatto il compromesso ad Acquapendente abbiamo portato nelle sue mani 150mila euro di assegni circolari, validi per l’acquisto del 100 percento delle quote. Il tutto nonostante non ci abbia mai fornito procura che lui rappresentasse gli altri due signori“.
Fino a qui tutto bene verrebbe da dire. Se non fosse per il celebre intoppo del cambio di fideiussione su cui sono state fatte mille ipotesi.
“Il termine per la vendita era il 17 luglio – prosegue Tilia – e noi abbiamo spiegato a Camilli che era un po’ stretto: essendo la società già iscritta avremmo potuto ritardarlo di qualche giorno ma comunque iniziare a stringere i contratti dei giocatori. La sua risposta fu ‘No perché devo andare in vacanza e mi voglio liberare della società’.
Ok, ci impegniamo a trovare un broker che ci indirizza a una compagnia assicurativa, tale Argo global, che poi è quella più utilizzata in lega Pro. Per inciso: solamente Camilli poteva corrispondere il premio alla Argo attraverso un conto corrente della Viterbese per cui gli abbiamo consegnato altri 35mila euro affinché quando sarebbe stata pronta la polizza avrebbe potuto effettuare il bonifico.
Solo quattro giorni fa poi, quando ormai era tutto fatto, la Argo è stata estromessa dalle assicurazioni gradite alla lega per cui abbiamo chiesto qualche giorno in più a Camilli, dal momento che avevamo già sborsato i soldi per il 100 percento delle quote“.
Arriviamo dunque a ieri, ovviamente sempre secondo la versione dell’avvocato.
“Ieri abbiamo trovato un’altra compagnia disposta a fare la fideiussione – conclude Tilia – e dopo aver ottenuto la delibera abbiamo chiesto a Camilli di effettuare un bonifico da 14mila euro, sulle scorte dei 35mila consegnati in precedenza. La sua risposta è stata: ‘Io non faccio nessun bonifico’. Il perché? Chiedetelo a lui.
Il compromesso comunque è ancora in essere così come la nostra volontà di chiudere la trattativa. Bloccheremo le quote in Camera di commercio e quereleremo Camilli per accertarci se poteva ricevere gli assegni che gli abbiamo recapitato. Inoltre chiedo a me stesso: a cosa siamo davanti? Abbiamo dato fiducia a un amministratore di uno dei settemila comuni italiani e la nostra aspettativa era che un primo cittadino abbia ancora pudore e dignità di mantenere la parola. Se non torna al tavolo con noi sarà perseguito in tutte le sedi”.
Samuele Sansonetti
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