Oriolo Romano – Il corano su una bara bianca a terra. “Volevo solo essere felice”. Nadia Ouedraogo, se ne è andata a 16 anni, tra i colori dell’Africa e i palloncini bianchi lanciati in cielo dai ragazzi del grest di cui è stata animatrice. E le sue ultime parole scritte sui social sono il suo testamento. Il suo ricordo. Accanto a lei, un mazzo di fiori e uno di spighe di grano.
Il rito è cattolico. Il sacerdote, don Giorgio Pollegioni, pure. Di lato un bambino fa sventolare una bandiera della pace. Centinaia di persone, l’intera comunità di Oriolo Romano, si è stretta attorno a mamma Mai e alla famiglia affidataria di Giuseppe Calvaresi e Francesca Matta, quest’ultima presidente dell’Associazione romana e laziale per l’affidamento familiare (Arlaf Giusi Speciale).
Cristiani e musulmani, stretti assieme. Uniti dalla gioia per aver conosciuto Nadia. Dal dolore per averla persa.
Multimedia: I funerali di Nadia Ouedraogo – L’addio a Nadia Ouedraogo – Video
La morte per Nadia è arrivata il giorno del compleanno della madre.
“Quando avevo 5 anni – ha scritto sui social network la ragazza travolta una settimana fa da un furgone mentre stava chiamando i soccorsi perché l’auto dove viaggiava aveva bucato una ruota – mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita.
A scuola mi hanno chiesto cosa avessi voluto fare da grande. Io scrissi: ‘essere felice’. Mi dissero che non avevo capito il compito. Io risposi loro che non avevano capito la vita“.
Ieri, Nadia, originaria del Burkina Fasu, l’hanno ricordata così. Seduti nel grande piazzale del giardino dell’oratorio. Tra una preghiera e l’altra, i canti e la musica del coro della parrocchia.
“Non bisogna essere perfetti per tutti – ha scritto Nadia qualche giorno prima di andarsene -. Ma speciale per qualcuno”. E Nadia speciale lo è stata davvero. Anche ieri, nonostante non ci sia più.
Speciale per i suoi genitori, per la comunità di Oriolo, per i ragazzi del grest in fila lungo il muro del giardino. A piangere per tutti il tempo. Speciale perché ha tenuto uniti tutti. Nel corso della sua vita. Ieri pomeriggio. Ben oltre la sua stessa vita. E’ stata questa la grandezza di questa piccola donna arrivata a Oriolo 7 anni fa.
A Oriolo è stata sepolta. “Non è la tomba il tuo posto – ha detto don Giorgio – ma il paradiso”.
I funerali
di Nadia Ouedraogo
“Alle volte bisogna mantenere vivi i ricordi – stava invece scritto su uno dei palloncini lanciati in cielo – perché sono proprio loro che possono farci stare bene. Per sempre nel mio cuore”.
La giornata di ieri, la breve vita di Nadia. Per sempre nel cuore di tutti.
Daniele Camilli
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