Viterbo – Non avrai altro assessore all’infuori di Giacomo Barelli.
Sono passati tre mesi dalle clamorose dimissioni di Barelli dalla giunta Michelini e contestuale uscita del suo gruppo (Viva Viterbo) dalla maggioranza. Della sua sostituzione non se ne parla più. Per il semplice motivo che non ci sarà.
L’esponente Viva Viterbo non sarà rimpiazzato. Spettacolo, Teatro, Agricoltura, Grandi Eventi, Contenzioso e Personale restano orfani di un loro referente in giunta.
Deleghe in mano al sindaco Michelini. Che all’epoca la prese piuttosto bene: “Vorrà dire che lavoreremo di più tutti”. Infatti si è visto.
Ma Barelli è solo l’ultimo che l’attuale amministrazione ha perso lungo il suo cammino. Si fa un gran parlare del comune di Roma e dei continui rimpasti, ma pure a Viterbo non sono stati da meno. E la consigliatura non è ancora finita.
Oltre Barelli, altri quattro se ne sono andati e affinché non se ne perda memoria e a loro imperituro ricordo politico, sarà bene fare un ripassino dei (furono) assessori.
L’annata orribile per Michelini è stata il 2015. Fuori in quattro, da marzo a dicembre.
Ha iniziato Fabrizio Fersini (Pd). Era il 23 marzo quando ha rassegnato le sue dimissioni. Incarico delicato il suo, i Servizi Sociali. Al suo posto, Alessandra Troncarelli.
Fersini aveva anche la tutela del consumatore, ma sfortunatamente per lui, non la tutela della sua delega.
Passano giusto due mesi e il 19 maggio, la collega Raffaella Valeri se ne va da Pubblica Istruzione, parchi, politiche immigrazione. In particolare per quest’ultima competenza, giusto in tempo, viste le polemiche che di lì a poco si sarebbero scatenate con l’accoglienza.
Esattamente dieci giorni dopo, il 29 maggio 2015, un’altra assessora lascia. È Alessandra Zucchi. Forse qualcuno se la ricorda.
Si è occupata di Personale, ma il sindaco Michelini l’ha rassicurata: niente di personale.
L’anno si chiude con l’uscita di scena che ha fatto più rumore. Quella di Andrea Vannini.
Chiamato dal sindaco Michelini in persona a risolvere i già allora annosi problemi legati all’Igiene urbana, l’esperienza a palazzo dei Priori si è chiusa nel peggiore dei modi.
Con il primo cittadino che gli ha revocato le deleghe. Aveva anche quella all’illuminazione.
Vannini ha fatto giusto in tempo, prima d’uscire di scena, a prendersi la valanga di critiche per la sostituzione delle vecchie lampade con quelle a led. Nel centro storico sono piaciute a pochi.
Michelini promise (come suo costume) interventi migliorativi. Non è stato fatto nulla e la città lo ringrazia. Stare fermo era il meglio che potesse fare. Illuminante.
Giuseppe Ferlicca
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