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Sport - Calcio - Il difensore viterbese, dal ritiro della Nazionale, torna sul trasferimento dalla Juventus al Milan e sugli attacchi ricevuti

Bonucci: “Ci volevano le palle per fare la scelta che ho fatto”

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Sport - Calcio - Leonardo Bonucci

Sport – Calcio – Leonardo Bonucci

Coverciano – Il suo trasferimento ha fatto discutere una buona parte dell’Italia calcistica.

Si tratta di Leonardo Bonucci, passato in estate dalla Juventus al Milan e attualmente in ritiro a Coverciano, dove la Nazionale di Giampiero Ventura si sta preparando al doppio impegno di qualificazione mondiale contro Spagna e Israele.

Ritrovare compagni di vita e di campo come Chiellini, Barzagli e Buffon fa piacere – ha spiegato il viterbese nel corso di una lunga conferenza stampa –. Giorgio, Andrea e Gigi rimangono degli amici. Le nostre strade si sono divise, ma c’è il rapporto di sette anni di spogliatoio insieme, oltre a dividere la Nazionale. Sono campioni che mi hanno aiutato a crescere. Non allenarsi insieme non è un problema a un mese di distanza dalla separazione, siamo un trio consolidato. D’altronde ci sarà da fare squadra per dare fastidio alla Spagna. Sarà un’avventura. Dovremo dare il meglio perché cerchiamo la vittoria, anche se non sarà semplice. Occorrerà fare una grande partita, la Spagna è fortissima, ma siamo pronti a dare battaglia”.

Dopo l’analisi azzurra, la parte calda legata al suo approdo in rossonero.

Ci voleva coraggio – ha proseguito –. Ci volevano le palle per fare la scelta che ho fatto. Ora sono felice di essere nel gruppo rossonero che vuole diventare grande. La fascia di capitano è un grandissimo onore e una doppia responsabilità. Un momento preciso per la mia scelta c’è stato. Con la Juve comunque siamo andati d’amore e d’accordo fino a fine anno e poi ognuno ha preso la propria strada.

Ci sono tante similitudini fra la Juve che veniva dal settimo posto e questo Milan. In rossonero ci sono tanti volti nuovi, c’è voglia di fare una grande annata, facciamo l’Europa league. Entrambi i club hanno fatto la storia del calcio italiano ed europeo. Sono fortunato di aver fatto parte di una Juve vincente e ora spero di far parte di un Milan anche vincente. Vorrei essere ricordato come un vincente, che è la cosa che conta di più nel calcio. Mettere trofei in bacheca, le chiacchiere le porta il vento. Vorrei metterli anche ora col Milan e con la Nazionale.

Il rapporto coi tifosi? Quello che mi ha dato più fastidio sono state le parole infame, traditore e mercenario, aggettivi pesanti per uno che ha dato sempre tutto. Quello che guadagnavo alla Juve si avvicina molto a quello che guadagno al Milan. Quindi è offensivo perché non sono stato mercenario”.


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29 agosto, 2017

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