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Ambiente - La lettera di Fabio Balzerano al Centro euro - mediterraneo sui cambiamenti climatici

“Cambiamenti climatici, servono nuove politiche agricole e forestali”

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Caldo record

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Freddo in arrivo

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Temporale

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Fabrica di Roma – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Fabio Balzerano al Centro euro – mediterraneo sui cambiamenti climatici – A Viterbo si trova una delle sedi del Cmcc, una fondazione che si occupa di “realizzare studi e modelli del nostro sistema climatico e delle sue interazioni con la società e l’ambiente… sviluppare nel contesto dei cambiamenti climatici , politiche di adattamento e mitigazione fondate su conoscenze scientifiche”.

Alla fondazione chiediamo di intervenire per illuminare l’opinione pubblica su ciò che sembra stia accadendo e che viene di seguito descritto. 

Al di là dei dati che i cambiamenti climatici generano a livello globale, si deve porre l’accento a ciò che avviene a livello locale, ci sono zone del pianeta dove le dinamiche climatiche dominanti che stanno cambiando generano condizioni più favorevoli all’uomo e ci sono altre zone che stanno diventando inospitali e estreme, questi cambiamenti avvengono in maniera repentina nell’arco di uno o due decenni.

Le dinamiche prevalenti vedono negli ultimi anni il posizionamento dell’anticiclone sub-tropicale in inverno alle porte dell’atlantico sbarrando l’ingresso alle correnti umide ed in estate al centro dell’europa meridionale. Di fatto le perturbazioni atlantiche stanno sempre meno raggiungendo il nostro paese.

La regione Lazio è quella nella posizione più sfavorevole, la ormai defunta abbondanza di acqua che la caratterizzava, in parole povere era dovuta al fatto che quando le correnti umide che giungevano da ovest incontravano l’ostacolo degli appennini l’umidità in esse contenute, si condensava generando precipitazioni.

Quello che sta accadendo adesso è che le uniche correnti umide che si infiltrano nel nostro paese provengono da nord-est, queste quando incontrano l’appennino si condensano e generano precipitazioni dall’altra parte del paese, ne sono un esempio le copioso nevicate avvenute nella parte centro orientale del centro Italia quest’inverno, nel Lazio ad esclusione della sua parte più orientale, tramontana e cieli tersi.

Oltretutto , la “porta atlantica” quando si apre per brevi periodi fa affluire correnti umide che scontrandosi con aria carica dell’energia accumulata con il calore, genera eventi e precipitazioni estreme.

In questo quadro l’unica cosa certa è che la situazione non potrà che peggiorare, alla fondazione si chiede di indicare una strada che contempli sia opere pubbliche che politiche agricole e forestali, come orientare la conversione agricola verso colture che non richiedano ingenti quantitativi d’ acqua come il nocciolo, sensibilizzare gli enti preposti al fine di limitarne l’uso indiscriminato (nella bassa Tuscia vi sono migliaia di pozzi artesiani sia legali che abusivi che prelevano una quantità enorme di acqua ogni giorno per irrigare i noccioleti), al fine di garantirne il primario fabbisogno per la popolazione.

Fabio Balzerano 


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28 agosto, 2017

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