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Viterbo - Ambrosini (Fp-Cgil) attacca: "L’ennesimo svuotamento di servizi sul territorio, il Comune poteva fare di più"

“Chiude l’asilo nido di Bagnaia, licenziate sei lavoratrici”

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Antonella Ambrosini

Antonella Ambrosini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “L’asilo nido di Bagnaia chiude. Lavoratrici licenziate con arretrati per migliaia di euro e la frazione perde un servizio utilissimo per la popolazione e le famiglie residenti. Eppure, tutto tace. Di chi è la responsabilità? Del Comune che ha ridotto i posti convenzionati o di una gestione poco oculata? Fatto sta che per l’ennesima volta a pagare per colpe di altri sono le dipendenti e gli utenti”.

Antonella Ambrosini, segretaria della Fp-Cgil denuncia che l’asilo nido L’Arca dei bimbi di Bagnaia a settembre non aprirà i battenti.

“Le lavoratrici, tra cui le nostre quattro iscritte, hanno ricevuto le lettere di licenziamento. Così come una collega dell’asilo dell’Unitus, finora sempre gestito dalla cooperativa Arcu.

Già mesi fa – denuncia Ambrosini – avevamo lanciato l’allarme ma il presidente della cooperativa era corso a smentirci e dal Comune nessuno era intervenuto. Adesso ci troviamo con diverse lavoratrici senza più occupazione, con somme tra i 4 e i 6 mila euro ad ricevere come stipendi non saldati. Abbiamo già impugnato la decisione del responsabile della coop di estrometterle come socie, adottata alcuni mesi fa.

Ora faremo tutti i passi necessari, chiedendo la documentazione inerente, per capire in capo a chi sia la responsabilità di questa situazione.

Resta – conclude Ambrosini – che si è consentito che una struttura attiva dal 2001, primo asilo convenzionato del territorio, sia chiusa. Un danno gravissimo per le famiglie di Bagnaia e per tutta la popolazione.

L’ennesimo svuotamento di servizi sul territorio che costringerà i genitori a spostare altrove i propri figli, con notevoli disagi. In questo senso, il Comune poteva fare di più anziché impegnarsi per l’apertura di altre strutture, come quella di santa Barbara”.

Cgil Viterbo


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31 agosto, 2017

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