Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E’ arrivato il momento di pensare in maniera intelligente all’attività venatoria sul territorio che, in questi ultimi anni, la Regione Lazio ha delegato a politici incompetenti.
E, tra l’altro, non sarebbe da inventare niente di nuovo, basterebbe infatti prendere esempio da regioni come la Toscana e l’Umbria che da tempo hanno regolamentato l’argomento in maniera sostenibile sia per la fauna, che per i cacciatori, che per il mondo agricolo.
La fauna selvatica va salvaguardata, ma crediamo che sia altrettanto importante salvaguardare tutte quelle categorie che direttamente o indirettamente hanno a che fare con l’attività venatorie, in primis gli agricoltori.
Un esempio per tutti è la popolazione dei cinghiali che negli ultimi anni è aumentata a dismisura e che non avendo dei predatori naturali si riproducono in modo incontrollato, provocando, oltre che degli scompensi faunistici, anche importanti danni all’agricoltura.
Sono note a tutti le razzie, sempre più frequenti, a vigneti, noccioleti e a culture di ogni genere; un capitolo a parte spetterebbe ai numerosi incidenti che provocano sulle strade.
Dall’assessore regionale competente ci saremmo aspettati dei provvedimenti incisivi sul calendario venatorio 2017/2018, invece si sente solo parlare di slittamento delle aperture della caccia e sempre più di ghettizzazione dei cacciatori.
Iniziamo a pensare a un piano di abbattimento per i cinghiali che salvaguardi anche il mondo agricolo, già ampiamente vessato su ogni fronte e, magari, pensando a qualche giorno in più di caccia al cinghiale, non di sole e sempre più stringenti restrizioni.
E visto che ci siamo, ci piacerebbe conoscere l’utilizzo delle tasse venatorie, venendo magari a conoscenza in quale grande calderone del bilancio regionale vanno a finire; considerato che non sono di piccola entità, dal nostro punto di vista sarebbe logico destinarli al rimborso dei danni agricoli e degli incidenti stradali provocati da questi ungulati.
Dario Bacocco
Coordinatore provinciale Forza Italia
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