Ischia di Castro – (r.s.) – Ischia e Farnese hanno smesso di bruciare. Finalmente. Ma l’estesa l’area boschiva in cui si è sviluppato l’incendio viene costantemente monitorata, per evitare che i focolai possano riprende fuoco. Un fuoco che in tre giorni ha divorato trecento ettari di bosco. Oltre a vigneti e oliveti.
Fotocronaca: Inferno di fuoco tra Farnese e Ischia durante la notte – Le drammatiche immagini dell’incendio
Massimo Biagini, sindaco di Farnese, non ha dubbi: “L’incendio è doloso. Sono stati trovati tre inneschi a cento metri di distanza l’uno dall’altro”. Per il primo cittadino di Ischia, Salvatore Serra, “in paese c’è chi sostiene di aver visto delle persone appiccare il fuoco”. Il vento e le sterpaglie hanno poi fatto il resto, alimentando le fiamme che si sono pericolosamente avvicinate alle case. Minacciandole.
Finita l’emergenza, è iniziata la conta dei danni. I comuni di Ischia e Farnese hanno pubblicato un avviso con il quale invitano i cittadini che sono stati colpiti dall’incendio, a recarsi nei rispettivi uffici tecnici per denunciare i fabbricati e la superficie nonché la tipologia di colture danneggiate.
Vigili del fuoco e volontari di protezione civile sono entrati in azione alle 15 di lunedì, quando è arrivata la prima richiesta di intervento. Un lavoro incessante, durato giorni. “Un lavoro encomiabile – rimarcano i sindaci Biagini e Serra -. Grazie a vigili del fuoco e protezione civile. Ma anche a carabinieri e polizia, attivi fino alla fine dell’emergenza”.
Spento il fuoco, ciò che rimane è quello che il sindaco di Farnese, Biagini, definisce “un paesaggio spettrale”. L’immenso polmone verde dell’alta Tuscia è infatti annerito tra le fiamme.
Ora la speranza, come sottolineato dal primo cittadino di Ischia, Serra, è che “gesti così sconsiderati non si ripetano più, perché mettono a repentaglio la sicurezza pubblica e danneggiano in modo grave l’economia di chi ha attività agricole e produttive locali”.
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