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Cronaca - I dati della Fns Cisl Lazio: "Nel penitenziario di Viterbo 179 detenuti in più"

“Mammagialla, in un mese aggrediti tre poliziotti”

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Viterbo - Il carcere Mammagialla

Viterbo – Il carcere Mammagialla

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un sovraffollamento di 1015 detenuti nelle carceri laziali.

Un sovraffollamento di 1015 detenuti considerato che 6250 risultano essere i detenuti reclusi nei 14 istituti del Lazio, dato 31 luglio 2017, rispetto a una capienza regolamentare di detenuti prevista di 5235.

Preoccupa il sovraffollamento negli istituti di Viterbo (+179), Cassino (+97), Frosinone (+57), Latina (+ 63). Nel nuovo complesso di Civitavecchia (+87), nel carcere femminile di Rebibbia ( +80), nel carcere di Rebibbia (+248), Regina Coeli (+290), Velletri (+164) e nel nuovo complesso di Rieti (+90).

Allarmante risulta quello riferito al carcere di Latina (dove più alto è il sovraffollamento in una tabella a livello nazionale si trova tra i 20 istituti più affollati), Cassino, Regina Coeli, Viterbo e Velletri.

Sino a oggi dobbiamo segnalare:

Quattro evasi: due detenuti albanesi, il 30 luglio 2017 dal nuovo complesso di Civitavecchia, di cui uno già preso. E due detenuti alta sicurezza (un italiano e un albanese), il 20 marzo 2017 dal carcere di Frosinone, entrambi presi.

Quattro tentativi di evasione: un detenuto di 40 anni, rumeno, fine pena 2020, il 6 gennaio 2017 dal nuovo complesso di Rebibbia. Un detenuto che ha tentato l’evasione dall’ospedale di Civitavecchia, il 30 gennaio 2017. Un detenuto italiano ha tentato di evadere durante i passeggi, il 10 maggio 2017, dal carcere di Velletri. E una detenuta ventenne di origini marocchine durante i passeggi, il 27 giugno 2017, dal carcere femminile di Rebibbia.

Cinque suicidi: un detenuto 19enne del Bangladesh (Velletri 07/01/2017). Un detenuto italiano di 22 anni si è impiccato  25/02/2017 Regina Coeli). Un detenuto bosniaco di 30 anni (25/03/2017 Regina Coeli). Il detenuto Marco Prato si è suicidato il 20/06/2017, nel carcere di Velletri. Un detenuto rumeno di 46 anni (28/07/2017, Rebibbia).

Altre cause: un detenuto italiano di circa 80 anni è morto in ospedale il 23 aprile 2017. Proveniva da Regina Coeli.

Aggressioni al personale di polizia penitenziaria: un detenuto di nazionalità albanese, ripetutamente colpiva l’agente. 8 giorni prognosi (12/07/2017 Viterbo). Un detenuto ferisce altro detenuto e anche il comandante e altro personale intervenuto (12/07/2017 Regina Coeli). Un detenuto italiano, di 24 anni, per futili motivi colpisce con una stampella l’addetto alla seconda sezione A (29/06/2017 carcere di Velletri). Un detenuto straniero, nel carcere di Frosinone (23/06/2017). Una detenuta aggredisce due unità di polizia penitenziaria (carcere femminile di Rebibbia 09/05/2017). Un detenuto di nazionalità italiana prossimo al fine pena mentre accedeva ai passeggi ha aggredito due agenti (14/06/2017 carcere viterbese di Mammagialla) prognosi di sette e trenta giorni. Una detenuta appartenente alla categoria alta sicurezza ha aggredito (07/04/2017 carcere di Latina, sezione femminile) un’ispettrice e un’assistente capo della polizia penitenziaria. Un detenuto italiano, il 28/01/2017, Regina Coeli. Un detenuto straniero, 18 anni, ha aggredito un assistente di polizia penitenziaria presso l’ipermercato Casa del marmo, a Roma, il 12/01/2017.

Per la Fns Cisl Lazio occorrono interventi mirati affinché diminuisca il sovraffollamento nelle carceri e allo stesso tempo si provveda a mettere in sicurezza gli istituti, dove, seppur carente risulta il personale di polizia penitenziaria quotidianamente e in silenzio salva tante vite da suicidi ed altri eventi critici, potenziando, ove necessario, sistemi di allarme e adeguare alle esigenze reali le dotazioni organiche del personale di polizia penitenziaria.

La Fns Cisl Lazio ha evidenziato la situazione in cui versa il reparto G9 dell’istituto nuovo complesso Rebibbia di Roma, noto alla cronaca per l’evasione avvenuta in detto reparto, e verificato come detto luogo di lavoro necessita di urgenti interventi, pavimenti rotti e quant’altro.

Per la Fns Cisl Lazio occorre, altresì, rivedere la vigilanza dinamica all’interno degli istituti, semmai bloccarla nei casi di eventi critici causati da parte dei detenuti, poiché troppe sono le aggressioni nei confronti del personale di polizia penitenziaria.

Massimo Costantino
Il segretario generale aggiunto Fns Cisl Lazio


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7 agosto, 2017

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