Viterbo – Due tazzine da caffè, con i relativi piattini. Una zuccheriera, una teiera e un ferro da stiro. Ecco il bottino di una coppia di aspiranti ladri entrata lunedì pomeriggio scorso nel Mercatino dell’usato di Viterbo & Tuscia in via Garbini 97.
Un giro tra gli scaffali, e la borsa in pelle della donna che pian piano si sarebbe riempita. Una volta colma, i due sarebbero usciti dal punto vendita. Intorno alle 17,30. Peccato, però, che l’antitaccheggio abbia fatto scattare l’allarme. La coppia, incurante, avrebbe comunque tentato di raggiungere la propria auto e darsi alla fuga, ma sarebbe stata fermata da un vigilantes in borghese.
Fatti rientrare nel punto vendita, il titolare del Mercatino Carlo Trulli ha chiesto alla donna di mostrare il contenuto della borsa. Lì la sorpresa. “Ero sicuro che non avessero comprato nulla – spiega Trulli -, e così ho chiesto alla donna di svuotare la borsa. All’interno c’erano una serie di prodotti in vendita, per un valore totale di oltre 30 euro. Null’altro, perciò ho pensato che i due fossero entrati in negozio con la borsa vuota, proprio per mettere a segno il furto. A quasi tutti gli oggetti avevano staccato l’antitaccheggio adesivo. Peccato che non si siano resi conto che all’interno ce ne erano altri”.
Scattato l’allarme, sono stati chiamati i carabinieri. Anche se la coppia, una volta scoperta, avrebbe tentato di pagare la merce. “Non accettiamo rimborsi – sottolinea il titolare del Mercatino, Trulli – ma in questi casi ci rivolgiamo sempre alle forze dell’ordine”. Immediato l’intervento del maresciallo capo Flauto che, dopo essersi recato nel punto vendita, ha portato i due aspiranti ladri (un 33enne e una 27enne, entrambi residenti a Vignanello ma di origine marocchina) in caserma. Lì è stata sporta denuncia, per furto aggravato. “Grazie al doppio sistema di antitaccheggio e a quello di videosorveglianza, oltre alla presenza di vigilantes in borghese, i furti al Mercatino si sono azzerati – spiega Trulli -. E l’episodio di lunedì è la prova che in negozio si può tranquillamente lasciare la merce in conto vendita, perché la difendiamo con le unghie e con i denti”.
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