Arlena di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – “Scherza coi fanti ma lascia stare i Santi”, è una massima popolare che racchiude, come tanti proverbi, una filosofia spicciola, che si adatta perfettamente agli accadimenti ferragostani, che hanno ravvivato il piccolo paese di Arlena di Castro.
Il fatto è semplice da riassumere: il parroco don Enzo anticipa, forse per le alte temperature di questa estate, la processione del patrono S.Rocco dal giorno 16 agosto alle 12, al giorno 15 alle 21,30: putiferio.
Un numeroso gruppo di persone durante la processione a ferragosto, contesta con fischi ed urla il vescovo Lino, il parroco ed i partecipanti, che seguono la statua del patrono.
Il motivo di questa protesta, definita eccessiva da alcuni, è riassumibile, a mio parere, che, pur non essendo residente nel paese vi torna spesso insieme alla famiglia, in un concetto sociologico definito identità culturale.
Ad Arlena di Castro, il giorno 16 agosto, la messa solenne con la processione del patrono S.Rocco, costituiscono da generazioni, il culmine delle festività del paese ed è il momento in cui la cittadinanza si ritrova in un afflato di unione riconoscendosi parte di un popolo, mettendo da parte le differenze politiche, le discordie tra familiari e tra famiglie, in onore del santo.
È il giorno in cui, chi non risiede nel paese per molteplici motivi, ritorna a casa dai propri familiari per ritrovare i propri affetti, le proprie origini ed i propri ricordi.
Così è per i viterbesi il trasporto della Macchina di S.Rosa, così è per i senesi il Palio, così è la festa del Santo Patrono in tantissimi comuni italiani.
Per chi, da turista, non si riconosce in un gruppo sociale, che ha una propria identità fondata su valori e tradizioni, si fermerà ad osservarne i modi differenti di esternazione, rimanendone, il più delle volte, sbalordito, se non perplesso.
Il popolo arlenese, in questa vicenda, si è fatto custode della preservazione di tali valori e tradizioni difendendo la propria identità culturale, nei confronti di chi non ne è ha saputo cogliere, nemmeno con 400 firme su 874 residenti, il disagio interiore.
Vi è solo che da prendere esempio.
Michele Piedilato
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