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Agricoltura - Le previsioni per la produzione vitivinicola di Assoenologi

“Sarà una delle vendemmie più scarse dal 1947”

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Un vigneto

Un vigneto

Calici di Vino

Calici di Vino

Le previsioni di Assoenologia sulla produzione vitivinicola 2017

Le previsioni di Assoenologi sulla produzione vitivinicola 2017

Viterbo – Caldo, grandine, siccità e piogge torrenziali non hanno aiutato la produzione vitivinicola. 

Dopo l’allarme lanciato dalle varie associazioni di categoria esce allo scoperto anche l’Assoenologi, che prevede una produzione nettamente inferiore rispetto a quella del 2016 in quasi tutte le regioni italiane produttrici di vino.

Per la precisione, scrive il presidente dell’associazione Cotarella: “una delle vendemmie più scarse dal 1947”.

“A memoria d’uomo – si legge nella nota di Assoenologi –  non si ricorda una stagione come quella in corso, dove gli eventi climatici si sono accaniti con un’inusuale ed eccezionale portata. Ad aprile un’ondata di gelo ha attraversato la Francia, la Spagna e tutto il nostro Paese, “bruciando” molti germogli ormai già ben sviluppati, e quindi, purtroppo, non più in grado di fruttificare.  Un lungo periodo di siccità, fatte salve alcune regioni del Nord, che ancora persiste, ha messo a dura prova i vigneti del Centro-Sud Italia che hanno dovuto subire anche una straordinaria ondata di caldo, che ha coinvolto anche il Nord, iniziata sin da maggio, raggiungendo il suo apice nei mesi di luglio ed agosto, tanto che la colonnina del termometro ha fatto spesso registrare valori al di sopra dei 40°C.  I vigneti del Nord – continua la nota – hanno invece potuto beneficiare, durante i mesi di luglio ed agosto, di provvidenziali piogge anche se spesso sono state accompagnate da forti grandinate che, in alcuni casi, hanno compromesso la produzione in diversi areali. Fortunatamente si riscontrano anche delle zone che non hanno avuto problemi, grazie a qualche pioggia estiva e soprattutto all’oculata e scientifica gestione dei vigneti, o all’eventuale disponibilità di acqua da irrigazione e alla naturale resistenza a questo clima estremo di alcune cultivar specialmente indigene.
Soprattutto, ciò che consentirà di ottenere in alcuni siti produttivi quantità e qualità buone se non ottime è la nostra trasversalità territoriale e la nostra grande biodiversità unica al mondo“.

Le prime previsioni Assoenologi indicano una produzione di vino e mosto inferiore di ben 13 milioni di ettolitri rispetto allo scorso anno pari ad una flessione di circa il 25%. “Tutte le regioni italiane  – si legge ancora nella nota di Assoenologi – fanno registrare consistenti decrementi produttivi con punte anche del 35-40% in Sicilia ed Umbria. Unica eccezione la Campania che, dopo la difficile vendemmia della scorsa campagna, fa registrare un aumento del 5%”.

Se le previsioni dovessero essere rispettate con “41,1 milioni di ettolitri il 2017 si colloca tra le prime 6 vendemmie più scarse dal 1947 ad oggi (1947 – 36.4 milioni di Hl, 1948 – 40,4 milioni di Hl, 1949 e 1950 – 41 milioni di Hl, 2012 41,1 milioni di Hl). Le nostre stime quantitative – conclude l’associazione guidata da Cotarella – sono riferite alla situazione riscontrata dai colleghi enologi delle 17 sedi periferiche dell’Assoenologi tra la seconda e la terza settimana di agosto, vale a dire quando la quasi totalità dell’uva era ancora sulle piante. Purtroppo, visto il perdurare della siccità e delle alte temperature al Centro-Sud, non è da escludere che ci siano altre consistenti perdite nella produzione di uva. Entro la fine del mese di agosto Assoenologi comunicherà una stima dettagliata circa la produzione quali-quantitativa della campagna in corso riferita alle singole regioni italiane”. 

Secondo i dati raccolti da Assoenologi la “macroregione” Umbria-Lazio è il territorio con più perdite. La stima è di circa il 38-40% in meno di produzione rispetto all’anno precedente.


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23 agosto, 2017

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