Foggia – Agguato mafioso in Puglia: “Non è mafia di serie B”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti alla trasmissione “6 su Radio 1” della Rai per commentare l’agguato di ieri nelle campagne di San Marco in Lamis nel foggiano in cui è stato ucciso un boss mafioso e altre tre persone.
Roberti ha detto che le faide tra clan vanno avanti da 30 anni, ci sono stati 300 omicidi, e l’80% è rimasto impunito.
Per tutta la notte sono state ascoltate persone e compiute perquisizioni nell’ambito delle indagini dei carabinieri di Foggia per fare luce sulla strage avvenuta nei pressi della vecchia stazione ferroviaria di San Marco in Lamis.
Quattro le vittime: il presunto boss Mario Luciano Romito, il cognato che gli faceva da autista, Matteo De Palma, di 44 anni e due fratelli contadini che sarebbero stati uccisi in quanto testimoni inconsapevoli dell’eccidio, Luigi e Aurelio Luciani, rispettivamente di 47 e di 43 anni.
Per quanto riguarda la scena del delitto, prima di poter mettere un punto fermo sulla ricostruzione effettuata dagli investigatori, sarà necessario attendere la comparazione balistica che verrà effettuata dal Ris, che dovrà stabilire con certezza se, ad esempio a sparare contro il Fiorino e, quindi contro i due contadini, siano state le stesse armi che hanno fatto fuoco ed ucciso Romito e il cognato.
Diverse decine le cartucce repertate che sono state sparate da un fucile d’assalto AK 47 Kalashnikov e da un fucile da caccia calibro 12.
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